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107.
Come Approcciare la Realtà Eterica
by Dani
Nell'art.1
spiegammo quello che secondo noi è il miglior modo di approcciare la realtà
spirituale. Spiegammo cioè qual è il miglior modo per incorporare sempre più
Spirito dentro di sè (ricordiamo che lo Spirito è al di fuori di spazio e
tempo). Ora vorremmo invece spiegare quello che riteniamo essere il modo
migliore per approcciare la realtà eterica, e cioè quella parte dello
spazio-tempo costituita dall'insieme di tutti i piani "sottili", cioè
non fisici.
Nella
cultura comune e talvolta anche in certi ambienti esoterici si è soliti
distinguere tra due soli ambiti: l'al di qua e l'al di là. Cioè il mondo reale
e quello che non vediamo e non conosciamo. Ed in base alle proprie credenze, si
hanno diverse idee su come sia l'al di là.
Questo
tipo di visione elimina in partenza quindi qualsiasi chiara distinzione tra
l'aspetto divino ed immortale dell'Essere (lo Spirito) e l'insieme dei piani
eterici che sono invece la controparte sottile del piano fisico che viviamo
tutti i giorni. E, di conseguenza, questa visione elimina in partenza anche
qualsiasi chiara distinzione tra ciò che è Spiritualità e ciò che è
Esoterismo.
Premesso
questo, è importante sottolineare il fatto che i piani eterici fanno parte
della nostra Vita, sono parte della nostra stessa forma spazio-temporale, la
quale è costituita da una parte fisica e da una eterica. In particolare, la
parte eterica della nostra forma comprende un corpo mentale, un corpo emotivo,
un corpo intuitivo ed un corpo creativo. Tali corpi costituiscono il veicolo
attraverso cui lo Spirito o le proprie credenze (in mancanza di comunicazione
forte con il proprio Spirito sono infatti le proprie credenze che governano i
nostri corpi sottili) trasmettono al corpo fisico i pensieri, le emozioni, le
intuizioni e la creatività che poi il corpo fisico manifesta.
Tali
piani eterici, in quanto veicolo, non rappresentano la realtà che dobbiamo
vivere, bensì solo un insieme di possibili scenari che si possono presentare
successivamente sul piano fisico. Non sono cioè uno specchio del piano fisico,
ma solo un "laboratorio", per così dire, di ciò che dovrà poi
manifestarsi nella realtà fisica. E, di conseguenza, la realtà esistente nei
piani sottili ed i connessi pensieri, emozioni, intuizioni e creazioni non sono
connessi alla vita del piano fisico, ma solo "reali" esperienze che
noi viviamo sui piani eterici e potenziali future esperienze del piano fisico.
L'analisi
diretta di tali piani eterici (es.viaggi astrali,terapie regressive,contatti con
entità eteriche,lavoro di purificazione dei corpi sottili, dei chakra, ecc.) è
utile sia per comprendere meglio tale realtà sottile sia per analizzare le
proprie forme-pensiero esistenti su tali piani e rilasciarle prima che si
possano manifestare sul piano fisico. Tuttavia per compiere il lavoro di
rilascio eterico (e quindi al fine della propria crescita), l'analisi diretta
dei piani sottili non è di per sé necessaria se si ha un forte intento di
crescere. Tale intento, infatti, automaticamente attrae sul piano fisico
stesso tutte quelle situazioni che permettono alla persona di comprendere ciò
che deve rilasciare in un dato momento affinché la propria crescita sia reale,
cioè Spirituale. Una crescita per essere Spirituale deve comprendere il
rilascio e la conseguente trasmutazione non solo delle forme-pensiero eteriche,
ma anche e soprattutto dei pensieri presenti nella forma fisica.
L'approccio
che consigliamo alla realtà eterica è quindi "indiretto", nel senso
di non focalizzarsi su di essa ma di agire su di essa (indirettamente appunto)
attraverso l'intento di crescere e migliorarsi. Tale intento, infatti, agisce
non solo sul piano fisico ma anche sui piani eterici (anche se non si è consci
di questi ultimi): per modificare un pensiero fisico, infatti, è necessario
modificare prima di tutto la relativa forma-pensiero eterica.
Consigliamo
cioè di vivere l'Esoterismo come un mezzo per vivere la Spiritualità, e non
come un fine esso stesso. In altre parole, consigliamo di approcciare la realtà
eterica come "fonte di conoscenza", e lasciare alla realtà
fisica che viviamo tutti i giorni il compito di essere la nostra "fonte di crescita".
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