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126.
De-Manipolazione (5°parte)
by Gran Sole Centrale
Si
pensa spesso, tra gli esseri umani, che sia naturale che esista un maestro e che
esista un discepolo. D'altra parte, si pensa, come non può non essere naturale tale
rapporto, dal momento in cui bisogna insegnare molte cose al fine della crescita,
sia umana sia spirituale?
Ecco
quindi la posta in gioco alla base di questo rapporto: la crescita. Si
presuppone cioè che vi debba essere una persona che ne istruisce un'altra e che
meglio di quest'ultima, quindi, sa cosa è bene per la Vita di questa stessa
persona che viene istruita. Tuttavia la trasmissione informativa di un maestro
verso un discepolo non è solo istruttiva, ma anche educativa. Ed è importante
qui definire subito tale distinzione: mentre l'Istruzione indica un accumulo di
informazione sulla realtà esteriore (Sapienza), l'Educazione indica un accumulo
di informazione sulla realtà interiore (Saggezza). In entrambi i casi vi può
essere un rapporto maestro/discepolo.
Qual
è la forma-pensiero alla base dell'idea che qualcuno non solo possa ma debba
istruire ed educare qualcun altro se si ritiene o se è ritenuto a livello di istruzione o di educazione a lui
superiore? Tale forma-pensiero sottostante è la credenza che
"l'apprendimento della conoscenza è collettivo". Tale credenza è
divenuta globale solo a partire dalla metà del diciannovesimo secolo con il
radicamento su scala globale della teoria comunista e della sua derivante teoria
socialista. Tale teoria, prima ancora che una teoria politica, è innanzitutto
una teoria della conoscenza: ciò che si sostiene in questa teoria è la modalità
di apprendimento e consolidamento di una data informazione. Con la teoria
comunista
tale modalità diviene collettiva, ossia è l'opinione dominante tra la
collettività a divenire quella ufficiale e rappresentante il pensiero della
collettività stessa, da cui la necessità di omologare la conoscenza degli
individui a quella dominante nella collettività.
Tale
teoria della conoscenza nulla c'entra con l'idea del voto democratico in cui la
maggioranza vince: quest'ultimo concetto rientra infatti nella teoria
decisionale e quindi nell'Arte, non nella Filosofia (come è invece il caso
della teoria della conoscenza). Ciò che è in discussione qui è un problema
filosofico-teorico: la modalità di trasmissione della conoscenza.
La
teoria della conoscenza comunista e socialista coincidono entrambe pienamente
con la credenza che "l'apprendimento della conoscenza è collettivo".
La loro differenza si manifesta poi nella teoria politica: il socialismo è una
fase di transizione democratica e capitalista verso il comunismo.
Dire
che l'apprendimento della conoscenza è collettivo significa affermare l'idea
che la trasmissione della conoscenza è una faccenda che i singoli individui o
gruppi di essi non sanno gestire da soli e che quindi è necessario l'intervento
di qualcuno, attraverso l'utilizzo di una personalità giuridica super partes,
che determini lo stato della conoscenza e limitando di conseguenza la
naturale dinamica conoscitiva del singolo individuo. Se d'altra parte la
persona giuridica super partes può avere una logica nell'ambito della teoria
decisionale (si veda, ad esempio, il problema politico della moneta nei seguenti
articoli: Convenzione
e Sovranità della moneta e Persona
giuridica e Sovranità della moneta), nell'ambito della teoria della
conoscenza collettiva è una concezione completamente distorta. La persona
giuridica è infatti uno strumento pratico, un mezzo, che non sottintende di per
sé una teoria della conoscenza collettiva. Anzi, dal nostro punto di
vista, la teoria della conoscenza corretta sottostante alla persona giuridica
super partes è una teoria della conoscenza individuale, che afferma
cioè l'indipendenza conoscitiva di ogni singolo individuo e che considera lo
strumento della persona giuridica super partes come un mezzo pratico per
coordinare le singole conoscenze, rispettandole, senza imporre però una
conoscenza collettiva che tutti devono apprendere ed a cui devono sottostare in
quanto ufficiale.
La
credenza che "l'apprendimento della conoscenza è collettivo", una
volta divenuta globale, ha incluso nella sua definizione oltre al già presente
apprendimento della Sapienza anche l'apprendimento della Saggezza. Tale
credenza, in altre parole, ha incluso in sé non solo l'ambito filosofico,
scientifico e culturale ma anche quello spirituale. Non a caso, la teoria
comunista non è una semplice teoria filosofica ma è anche una teoria
spirituale poiché sottintende il nichilismo, ossia una negazione dei Valori e
quindi dell'Essere stesso. D'altra parte, non può che essere così in una
teoria della conoscenza collettiva dato che viene meno l'interesse per il
singolo individuo in quanto tale, il quale diviene invece nella teoria della
conoscenza collettiva una parte "passiva" della collettività.
Presupporre
una teoria della conoscenza collettiva porta come logica conseguenza la
necessità di trasmettere tale conoscenza collettiva ai singoli individui come
conoscenza ufficiale della collettività stessa. E' tale teoria e metodo di
trasmissione della conoscenza che genera la necessità di un rapporto di
dipendenza tra maestro e discepolo. Ed ecco quindi che muta completamente il
fine di tale conoscenza: se nella teoria della conoscenza individuale il fine è
la crescita individuale (sia umana sia spirituale) e solo come conseguenza
quella collettiva (intesa come insieme di individui), nella teoria della
conoscenza collettiva il fine non è la crescita individuale bensì la sola
crescita collettiva (intesa come organo unitario dominante sui singoli
individui). E quest'ultima crescita non può che essere solamente umana e per di
più imposta e non naturale, basata quindi su credenze. E non di certo
spirituale: sia perché la crescita spirituale è una crescita interiore che
può essere fatta solo individualmente e non imposta dall'esterno, sia perché
la teoria della conoscenza collettiva come visto sopra comprende in sé un
nichilismo ontologico.
Il
rapporto maestro/discepolo non è sempre un rapporto naturale poiché spesso si
basa su una teoria della conoscenza collettiva. Questo tipo di rapporto
maestro/discepolo distorto esiste non solo in ambito spirituale ma in tutti gli
ambiti della Vita. Il maestro non trasmette sempre una sua propria conoscenza
acquisita attraverso una reale evoluzione interiore: se così fosse, non si
creerebbe un rapporto di dipendenza con i discepoli come invece spesso accade.
Colui che è realmente evoluto nella consapevolezza non vuole e non attira
discepoli dipendenti ma solo amici, in un rapporto di reciproco scambio e
rispetto. Funge quindi da vera guida spirituale e non da modello spirituale
(vedi Modello spirituale
vs. Guida spirituale). E' questa una delle tante differenze riscontrabili
tra un'ascensione puramente magnetica ed un'ascensione elettromagnetica o
elettrica.
Per
liberarsi da questo tipo di credenza, consigliamo di intendere di rilasciare la
forma-pensiero della credenza che "l'apprendimento della conoscenza è
collettivo" e tutte le forme-pensiero, pensieri e
cariche emotive connesse. Chiediamo a tal fine il supporto della nostra Anima,
degli Angeli, di Madre Terra e di Dio/Dea.
Saluti ed
alla prossima.
Gran Sole Centrale
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