Ego Culturale

Mentre nell’Ego sociale vi può essere sia dipendenza sia indipendenza mentale, nell’Ego culturale vi può essere solo dipendenza mentale. Vediamo meglio.

Il settimo ed ultimo tipo di Ego umano, in ordine decrescente di grandezza, è quindi l’Ego culturale.Abbiamo definito l’Ego culturale come un insieme di pensieri di Credenza di un corpo che crede di avere una identità di persona di cultura, che “sa” qualcosa. Analizziamo quindi tale definizione.

 

“un insieme di pensieri di Credenza…”

L’Ego umano è un insieme di pensieri di Credenza, e non di Sapienza come l’Ego spirituale. Ciò significa che un corpo umano si crea un Ego quando inizia ad illudersi di avere una consapevolezza, una intelligenza, ossia una capacità di comprendere la realtà. Ciò avviene quando il corpo umano comincia ad associare ad una data percezione sensoriale un dato pensiero, ossia quando il corpo umano inizia a pensare. Il corpo umano, come tutte le forme spazio-temporali, non è stato creato per pensare, ma solo per fungere da corpo ospitante per lo Spirito. E’ lo Spirito che entra nel corpo e gli dà vita, consapevolezza e quindi pensiero.

Tale associazione tra percezione sensoriale e pensiero nasce quando la confusione tra proprietà e possesso (tipica dell’Ego spirituale) si prolunga per un tempo tale nell’Anima che si “cristallizza” e diventa Sapienza di Credenza, cioè l’Anima si convince a tal punto di ciò che sa che perde l’umiltà verso l’Assoluto, l’unico che tutto sa, e comincia a pretendere anche verso le altre Anime che la propria Sapienza sia vera. Quando l’Anima arriva a pretendere che la propria Sapienza sia verità assoluta, a quel punto viene meno totalmente la Fede nell’Assoluto da parte dell’Anima. E quando una tale Anima infedele si incarna in un corpo umano trasmette tale infedeltà al corpo che la ospita, e si va così a formare la Credenza di Sapienza nel corpo, cioè il corpo inizia a credere di sapere cose vere, e quando tale credenza diviene massima anche il corpo (così come successo per l’Anima) perde totalmente la Fede.

 

“…di un corpo che crede di avere…”

Quando si crea confusione tra pensiero e percezione sensoriale (derivata come detto da una confusione tra proprietà e possesso), si crea confusione tra ciò che è sostanza e ciò che è apparenza. Ciò accade poiché si valutano le cose, a partire da se stessi, non per ciò che appaiono in quanto tali (ossia in quanto percezione sensoriale) ma per ciò che gli altri pensano di come tali cose appaiano (ossia in quanto pensiero associato ad una data percezione sensoriale). In altre parole, l’Ego umano si inizia a sviluppare quando un corpo pensa di apparire nel modo in cui gli altri dicono.

 

“…una identità di persona di cultura, che “sa” qualcosa”

Dando importanza a ciò che le altre persone dicono, una persona sarà portata di conseguenza a confrontarsi con le altre persone e a misurarsi con loro, utilizzando come unità di misura le parole espresse dalle altre persone. Dando valore e considerando vere le parole altrui, una persona può costruire sopra tali parole una serie di altre parole (sì perché non sono pensieri quelli del corpo, bensì parole, o silenti ossia parole che girano per la testa, oppure espresse ad alta voce; chi “mette” il pensiero è lo Spirito incarnato) che vanno ad accentuare le parole (positive o negative) espresse dalle altre persone riguardo ad essa. E’ così che ci si forma una propria idea sulla propria apparenza.

La prima forma di idea sulla propria apparenza, per un corpo umano, riguarda la propria identità sessuale. Quest’idea si forma tipicamente nei primi anni di vita del bambino e si basa sull’associazione pensiero/percezione sensoriale che in un bambino viene automatico fare: è cioè normale che un bambino si crei un proprio Ego, è anzi necessario come forma di autodifesa da ciò che non si conosce.

Come visto nei precedenti articoli della serie il primo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l’Ego maschile, il quale indica quell’Ego che ci dà un’idea di quale sia il sesso dominante, mentre il secondo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l’Ego femminile, il quale invece indica quell’Ego che ci dà un’idea di quale sia l’emozione dominante. Una terza fase del meccanismo di autodifesa biologica di un bambino è quella di ricercare, una volta fatta una selezione tra le persone adatte alla sua protezione sia da un punto di vista caratteriale che emotivo, una persona specifica tra quelle considerate protettive. E’ in questa fase, il cui inizio varia da bambino a bambino a seconda di quanto le due fasi protettive precedenti abbiano soddisfatto il suo bisogno di protezione, che nasce l’Ego romantico o di coppia. Ricordiamo che tutti questi meccanismi sono puramente istintivi del corpo, sono meccanismi di autodifesa biologica: è cioè la natura stessa del corpo umano che fa sì che si crei per forza di cose un Ego nel bambino.

Nel caso in cui tale Ego romantico sia presente, anche in minima parte, solo allora è possibile che si crei un Ego familiare. Solo infatti una volta che si è creata una propria identità di gruppo, seppur minimo e ristretto ad una sola altra persona (come succede con l’Ego romantico o di coppia), allora è possibile che si crei un’idea di gruppo più estesa e che interessa le persone con cui si è cresciuti sin dalla più tenera infanzia.

Così come nell’Ego familiare e nell’Ego amicale, anche nell’Ego sociale si crea un’identità di gruppo. L’Ego sociale, in particolare, interessatutte le persone in quanto tali, cioè in quanto umani. Ciò che quindi contraddistingue l’Ego sociale è la creazione di un’identità di gruppo legata all’esistenza stessa degli esseri umani, indipendentemente che in ambito più privato si sia cresciuti con loro o meno (Ego familiare) o che li si abbia frequentati sin dalla più tenera infanzia o meno (Ego amicale).

L’Ego culturale è anch’esso un’identità di gruppo. In particolare, si tratta di un aspetto dell’Ego legato alla conoscenza del soggetto egoico. E la conoscenza, in quanto tale, è costituita da pensieri ed è cioè un aspetto mentale. O meglio, ci può anche essere un aspetto emotivo in un ego culturale, ma non è requisito necessario affinché tale Ego esista, affinché cioè l’Ego abbia una propria identità di gruppo in quanto persona che “sa” qualcosa. Il sapere oggetto dell’Ego culturale può essere di qualsiasi tipo di conoscenza, immanente o trascendente.

L’Ego spirituale, infatti, non si distingue dall’Ego umano per l’oggetto conosciuto (immanente o trascendente), quanto piuttosto per la diversa visione riguardo al rapporto con ciò che è altro da sé: l’Ego spirituale vede tutto ciò che esiste in un rapporto tra classi(inferiore o superiore), mentre l’Ego umano vede tutto ciò che esiste in un rapporto tra gruppi (umani). Nel primo caso, cioè, si sottolinea il diverso livello di verità della visione (il che presuppone, egoicamente, la conoscenza della verità assoluta) mentre nel secondo caso si sottolinea il diverso contenuto di verità della visione.

L’Ego spirituale è quindi un Ego tra diversi livelli di verità, l’Ego umano è invece un Ego tra diversi contenuti di verità. Nel primo caso si presuppone la conoscenza della verità assoluta, nel secondo no.

L’Ego culturale è per definizione un aspetto dell’Ego assoluto, va da sé perciò che l’Ego assoluto è anche un Ego culturale. L’Ego assoluto contiene tutti i tipi di Ego esistenti, i quali sono solo parti dell’Ego assoluto con una loro autonomia. Possiamo chiamare ognuno dei 10 Ego che vedremo (3 spirituali e 7 umani) con il nome di maschera o personalità, nel senso che sono insiemi di pensieri o comportamenti autonomi e distaccati dal nostro vero Io, il nostro Spirito, ed anzi in contrasto con esso.

Ego Sociale

Mentre nell’Ego amicale la dipendenza o indipendenza relazionale è solo affettiva, nell’Ego sociale è solo mentale. Vediamo meglio.

Il sesto tipo di Ego umano, in ordine decrescente di grandezza, è quindi l’Ego sociale. Abbiamo definito l’Ego sociale come un insieme di pensieri di Credenza di un corpo che crede di avere una identità in quanto umano, essere sociale. Analizziamo quindi tale definizione.

 

“un insieme di pensieri di Credenza…”

L’Ego umano è un insieme di pensieri di Credenza, e non di Sapienza come l’Ego spirituale. Ciò significa che un corpo umano si crea un Ego quando inizia ad illudersi di avere una consapevolezza, una intelligenza, ossia una capacità di comprendere la realtà. Ciò avviene quando il corpo umano comincia ad associare ad una data percezione sensoriale un dato pensiero, ossia quando il corpo umano inizia a pensare. Il corpo umano, come tutte le forme spazio-temporali, non è stato creato per pensare, ma solo per fungere da corpo ospitante per lo Spirito. E’ lo Spirito che entra nel corpo e gli dà vita, consapevolezza e quindi pensiero.

Tale associazione tra percezione sensoriale e pensiero nasce quando la confusione tra proprietà e possesso (tipica dell’Ego spirituale) si prolunga per un tempo tale nell’Anima che si “cristallizza” e diventa Sapienza di Credenza, cioè l’Anima si convince a tal punto di ciò che sa che perde l’umiltà verso l’Assoluto, l’unico che tutto sa, e comincia a pretendere anche verso le altre Anime che la propria Sapienza sia vera. Quando l’Anima arriva a pretendere che la propria Sapienza sia verità assoluta, a quel punto viene meno totalmente la Fede nell’Assoluto da parte dell’Anima. E quando una tale Anima infedele si incarna in un corpo umano trasmette tale infedeltà al corpo che la ospita, e si va così a formare la Credenza di Sapienza nel corpo, cioè il corpo inizia a credere di sapere cose vere, e quando tale credenza diviene massima anche il corpo (così come successo per l’Anima) perde totalmente la Fede.

 

“…di un corpo che crede di avere…”

Quando si crea confusione tra pensiero e percezione sensoriale (derivata come detto da una confusione tra proprietà e possesso), si crea confusione tra ciò che è sostanza e ciò che è apparenza. Ciò accade poiché si valutano le cose, a partire da se stessi, non per ciò che appaiono in quanto tali (ossia in quanto percezione sensoriale) ma per ciò che gli altri pensano di come tali cose appaiano (ossia in quanto pensiero associato ad una data percezione sensoriale). In altre parole, l’Ego umano si inizia a sviluppare quando un corpo pensa di apparire nel modo in cui gli altri dicono.

 

“…una identità in quanto umano, essere sociale”

Dando importanza a ciò che le altre persone dicono, una persona sarà portata di conseguenza a confrontarsi con le altre persone e a misurarsi con loro, utilizzando come unità di misura le parole espresse dalle altre persone. Dando valore e considerando vere le parole altrui, una persona può costruire sopra tali parole una serie di altre parole (sì perché non sono pensieri quelli del corpo, bensì parole, o silenti ossia parole che girano per la testa, oppure espresse ad alta voce; chi “mette” il pensiero è lo Spirito incarnato) che vanno ad accentuare le parole (positive o negative) espresse dalle altre persone riguardo ad essa. E’ così che ci si forma una propria idea sulla propria apparenza.

La prima forma di idea sulla propria apparenza, per un corpo umano, riguarda la propria identità sessuale. Quest’idea si forma tipicamente nei primi anni di vita del bambino e si basa sull’associazione pensiero/percezione sensoriale che in un bambino viene automatico fare: è cioè normale che un bambino si crei un proprio Ego, è anzi necessario come forma di autodifesa da ciò che non si conosce.

Come visto nei precedenti articoli della serie il primo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l’Ego maschile, il quale indica quell’Ego che ci dà un’idea di quale sia il sesso dominante, mentre il secondo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l’Ego femminile, il quale invece indica quell’Ego che ci dà un’idea di quale sia l’emozione dominante. Una terza fase del meccanismo di autodifesa biologica di un bambino è quella di ricercare, una volta fatta una selezione tra le persone adatte alla sua protezione sia da un punto di vista caratteriale che emotivo, una persona specifica tra quelle considerate protettive. E’ in questa fase, il cui inizio varia da bambino a bambino a seconda di quanto le due fasi protettive precedenti abbiano soddisfatto il suo bisogno di protezione, che nasce l’Ego romantico o di coppia. Ricordiamo che tutti questi meccanismi sono puramente istintivi del corpo, sono meccanismi di autodifesa biologica: è cioè la natura stessa del corpo umano che fa sì che si crei per forza di cose un Ego nel bambino.

Nel caso in cui tale Ego romantico sia presente, anche in minima parte, solo allora è possibile che si crei un Ego familiare. Solo infatti una volta che si è creata una propria identità di gruppo, seppur minimo e ristretto ad una sola altra persona (come succede con l’Ego romantico o di coppia), allora è possibile che si crei un’idea di gruppo più estesa e che interessa le persone con cui si è cresciuti sin dalla più tenera infanzia.

Così come nell’Ego familiare e nell’Ego amicale, anche nell’Ego sociale si crea un’identità di gruppo. L’Ego sociale, in particolare, interessatutte le persone in quanto tali, cioè in quanto umani. Ciò che quindi contraddistingue l’Ego sociale è la creazione di un’identità di gruppo legata all’esistenza stessa degli esseri umani, indipendentemente che in ambito più privato si sia cresciuti con loro o meno (Ego familiare) o che li si abbia frequentati sin dalla più tenera infanzia o meno (Ego amicale).

Quell’Ego la cui esistenza dipende dall’esistenza degli esseri umani è, come il concetto di esistenza stesso, un aspetto puramente mentale.  O meglio, ci può anche essere un aspetto emotivo in un ego sociale, ma non è requisito necessario affinché tale Ego esista, affinché cioè l’Ego abbia una propria identità di gruppo in quanto essere umano. Ciò che contraddistingue l’Ego sociale è cioè un pensiero mentale sul tipo di identità che il soggetto egoico ha all’interno di tutta la comunità umana. L’Ego sociale è cioè il modo in cui il soggetto egoico vede se stesso in quanto umano, ossia il ruolo che dà a se stesso all’interno della comunità umana.

L’Ego sociale è per definizione un aspetto dell’Ego assoluto, va da sé perciò che l’Ego assoluto è anche un Ego sociale. L’Ego assoluto contiene tutti i tipi di Ego esistenti, i quali sono solo parti dell’Ego assoluto con una loro autonomia. Possiamo chiamare ognuno dei 10 Ego che vedremo (3 spirituali e 7 umani) con il nome di maschera o personalità, nel senso che sono insiemi di pensieri o comportamenti autonomi e distaccati dal nostro vero Io, il nostro Spirito, ed anzi in contrasto con esso.

Ego Amicale

La dipendenza o indipendenza relazionale, che nasce nell’Ego familiare, si trasmette anche nell’Ego amicale. Nell’Ego amicale, tuttavia, la dipendenza o indipendenza è solo affettiva, mentre nell’Ego familiare può essere sia affettiva sia mentale.

Il quinto tipo di Ego umano, in ordine decrescente di grandezza, è quindi l’Ego amicale. Abbiamo definito l’Ego amicale come un insieme di pensieri di Credenza di un corpo che crede di avere una identità di amico. Analizziamo quindi tale definizione.

 

“un insieme di pensieri di Credenza…”

L’Ego umano è un insieme di pensieri di Credenza, e non di Sapienza come l’Ego spirituale. Ciò significa che un corpo umano si crea un Ego quando inizia ad illudersi di avere una consapevolezza, una intelligenza, ossia una capacità di comprendere la realtà. Ciò avviene quando il corpo umano comincia ad associare ad una data percezione sensoriale un dato pensiero, ossia quando il corpo umano inizia a pensare. Il corpo umano, come tutte le forme spazio-temporali, non è stato creato per pensare, ma solo per fungere da corpo ospitante per lo Spirito. E’ lo Spirito che entra nel corpo e gli dà vita, consapevolezza e quindi pensiero.

Tale associazione tra percezione sensoriale e pensiero nasce quando la confusione tra proprietà e possesso (tipica dell’Ego spirituale) si prolunga per un tempo tale nell’Anima che si “cristallizza” e diventa Sapienza di Credenza, cioè l’Anima si convince a tal punto di ciò che sa che perde l’umiltà verso l’Assoluto, l’unico che tutto sa, e comincia a pretendere anche verso le altre Anime che la propria Sapienza sia vera. Quando l’Anima arriva a pretendere che la propria Sapienza sia verità assoluta, a quel punto viene meno totalmente la Fede nell’Assoluto da parte dell’Anima. E quando una tale Anima infedele si incarna in un corpo umano trasmette tale infedeltà al corpo che la ospita, e si va così a formare la Credenza di Sapienza nel corpo, cioè il corpo inizia a credere di sapere cose vere, e quando tale credenza diviene massima anche il corpo (così come successo per l’Anima) perde totalmente la Fede.

 

“…di un corpo che crede di avere…”

Quando si crea confusione tra pensiero e percezione sensoriale (derivata come detto da una confusione tra proprietà e possesso), si crea confusione tra ciò che è sostanza e ciò che è apparenza. Ciò accade poiché si valutano le cose, a partire da se stessi, non per ciò che appaiono in quanto tali (ossia in quanto percezione sensoriale) ma per ciò che gli altri pensano di come tali cose appaiano (ossia in quanto pensiero associato ad una data percezione sensoriale). In altre parole, l’Ego umano si inizia a sviluppare quando un corpo pensa di apparire nel modo in cui gli altri dicono.

 

“…una identità di amico”

Dando importanza a ciò che le altre persone dicono, una persona sarà portata di conseguenza a confrontarsi con le altre persone e a misurarsi con loro, utilizzando come unità di misura le parole espresse dalle altre persone. Dando valore e considerando vere le parole altrui, una persona può costruire sopra tali parole una serie di altre parole (sì perché non sono pensieri quelli del corpo, bensì parole, o silenti ossia parole che girano per la testa, oppure espresse ad alta voce; chi “mette” il pensiero è lo Spirito incarnato) che vanno ad accentuare le parole (positive o negative) espresse dalle altre persone riguardo ad essa. E’ così che ci si forma una propria idea sulla propria apparenza.

La prima forma di idea sulla propria apparenza, per un corpo umano, riguarda la propria identità sessuale. Quest’idea si forma tipicamente nei primi anni di vita del bambino e si basa sull’associazione pensiero/percezione sensoriale che in un bambino viene automatico fare: è cioè normale che un bambino si crei un proprio Ego, è anzi necessario come forma di autodifesa da ciò che non si conosce.

Come visto nei precedenti articoli della serie il primo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l’Ego maschile, il quale indica quell’Ego che ci dà un’idea di quale sia il sesso dominante, mentre il secondo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l’Ego femminile, il quale invece indica quell’Ego che ci dà un’idea di quale sia l’emozione dominante. Una terza fase del meccanismo di autodifesa biologica di un bambino è quella di ricercare, una volta fatta una selezione tra le persone adatte alla sua protezione sia da un punto di vista caratteriale che emotivo, una persona specifica tra quelle considerate protettive. E’ in questa fase, il cui inizio varia da bambino a bambino a seconda di quanto le due fasi protettive precedenti abbiano soddisfatto il suo bisogno di protezione, che nasce l’Ego romantico o di coppia. Ricordiamo che tutti questi meccanismi sono puramente istintivi del corpo, sono meccanismi di autodifesa biologica: è cioè la natura stessa del corpo umano che fa sì che si crei per forza di cose un Ego nel bambino.

Nel caso in cui tale Ego romantico sia presente, anche in minima parte, solo allora è possibile che si crei un Ego familiare. Solo infatti una volta che si è creata una propria identità di gruppo, seppur minimo e ristretto ad una sola altra persona (come succede con l’Ego romantico o di coppia), allora è possibile che si crei un’idea di gruppo più estesa e che interessa le persone con cui si è cresciuti sin dalla più tenera infanzia.

Anche nell’Ego amicale si crea un’identità di gruppo, ma a differenza dell’Ego familiare non interessa le persone con cui si è cresciuti sin dalla più tenera infanzia, bensì le persone che si è frequentate sin dalla più tenera infanzia. Ciò che quindi contraddistingue l’Ego amicale è la creazione di un’identità di gruppo legata alla frequentazione di certe persone, indipendentemente che in ambito più privato si sia cresciuti con loro o meno.

La frequentazione sottintende un rapporto affettivo, ma non mentale. O meglio, ci può anche essere un rapporto mentale tra ego amici che si frequentano, ma non è requisito necessario affinché vi sia la frequentazione. Ciò che contraddistingue l’Ego amicale è cioè il rapporto emotivo tra gli amici. Se vi è anche un rapporto mentale ciò appartiene all’Ego familiare, in quanto la sintonia mentale è più connessa al concetto di familiarità che di amicizia.

L’Ego familiare riguarda quindi la dipendenza o indipendenza emotiva e/o mentale, mentre l’Ego amicale riguarda solo la dipendenza o indipendenza emotiva.

L’Ego amicale è per definizione un aspetto dell’Ego assoluto, va da sé perciò che l’Ego assoluto è anche un Ego amicale. L’Ego assoluto contiene tutti i tipi di Ego esistenti, i quali sono solo parti dell’Ego assoluto con una loro autonomia. Possiamo chiamare ognuno dei 10 Ego che vedremo (3 spirituali e 7 umani) con il nome di maschera o personalità, nel senso che sono insiemi di pensieri o comportamenti autonomi e distaccati dal nostro vero Io, il nostro Spirito, ed anzi in contrasto con esso.

Ego Familiare

In base al tipo di Ego maschile, femminile e romantico che si creano in una persona, di conseguenza si possono creare due tipi di Ego familiare: dipendente o indipendente. I concetti di dipendenza oindipendenza relazionale, infatti, nascono proprio nell’ambito familiare. Vediamo meglio.

Il quarto tipo di Ego umano, in ordine decrescente di grandezza, è l’Ego familiare. Abbiamo definito l’Ego familiare come un insieme di pensieri di Credenza di un corpo che crede di avere una identità familiare, cioè all’interno della sua famiglia. Analizziamo quindi tale definizione.

 

“un insieme di pensieri di Credenza…”

L’Ego umano è un insieme di pensieri di Credenza, e non di Sapienza come l’Ego spirituale. Ciò significa che un corpo umano si crea un Ego quando inizia ad illudersi di avere una consapevolezza, una intelligenza, ossia una capacità di comprendere la realtà. Ciò avviene quando il corpo umano comincia ad associare ad una data percezione sensoriale un dato pensiero, ossia quando il corpo umano inizia a pensare. Il corpo umano, come tutte le forme spazio-temporali, non è stato creato per pensare, ma solo per fungere da corpo ospitante per lo Spirito. E’ lo Spirito che entra nel corpo e gli dà vita, consapevolezza e quindi pensiero.

Tale associazione tra percezione sensoriale e pensiero nasce quando la confusione tra proprietà e possesso (tipica dell’Ego spirituale) si prolunga per un tempo tale nell’Anima che si “cristallizza” e diventa Sapienza di Credenza, cioè l’Anima si convince a tal punto di ciò che sa che perde l’umiltà verso l’Assoluto, l’unico che tutto sa, e comincia a pretendere anche verso le altre Anime che la propria Sapienza sia vera. Quando l’Anima arriva a pretendere che la propria Sapienza sia verità assoluta, a quel punto viene meno totalmente la Fede nell’Assoluto da parte dell’Anima. E quando una tale Anima infedele si incarna in un corpo umano trasmette tale infedeltà al corpo che la ospita, e si va così a formare la Credenza di Sapienza nel corpo, cioè il corpo inizia a credere di sapere cose vere, e quando tale credenza diviene massima anche il corpo (così come successo per l’Anima) perde totalmente la Fede.

 

“…di un corpo che crede di avere…”

Quando si crea confusione tra pensiero e percezione sensoriale (derivata come detto da una confusione tra proprietà e possesso), si crea confusione tra ciò che è sostanza e ciò che è apparenza. Ciò accade poiché si valutano le cose, a partire da se stessi, non per ciò che appaiono in quanto tali (ossia in quanto percezione sensoriale) ma per ciò che gli altri pensano di come tali cose appaiano (ossia in quanto pensiero associato ad una data percezione sensoriale). In altre parole, l’Ego umano si inizia a sviluppare quando un corpo pensa di apparire nel modo in cui gli altri dicono.

 

“…una identità familiare, cioè all’interno della sua famiglia”

Dando importanza a ciò che le altre persone dicono, una persona sarà portata di conseguenza a confrontarsi con le altre persone e a misurarsi con loro, utilizzando come unità di misura le parole espresse dalle altre persone. Dando valore e considerando vere le parole altrui, una persona può costruire sopra tali parole una serie di altre parole (sì perché non sono pensieri quelli del corpo, bensì parole, o silenti ossia parole che girano per la testa, oppure espresse ad alta voce; chi “mette” il pensiero è lo Spirito incarnato) che vanno ad accentuare le parole (positive o negative) espresse dalle altre persone riguardo ad essa. E’ così che ci si forma una propria idea sulla propria apparenza.

La prima forma di idea sulla propria apparenza, per un corpo umano, riguarda la propria identità sessuale. Quest’idea si forma tipicamente nei primi anni di vita del bambino e si basa sull’associazione pensiero/percezione sensoriale che in un bambino viene automatico fare: è cioè normale che un bambino si crei un proprio Ego, è anzi necessario come forma di autodifesa da ciò che non si conosce.

Come visto nei precedenti articoli della serie il primo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l’Ego maschile, il quale indica quell’Ego che ci dà un’idea di quale sia il sesso dominante, mentre il secondo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l’Ego femminile, il quale invece indica quell’Ego che ci dà un’idea di quale sia l’emozione dominante. Una terza fase del meccanismo di autodifesa biologica di un bambino è quella di ricercare, una volta fatta una selezione tra le persone adatte alla sua protezione sia da un punto di vista caratteriale che emotivo, una persona specifica tra quelle considerate protettive. E’ in questa fase, il cui inizio varia da bambino a bambino a seconda di quanto le due fasi protettive precedenti abbiano soddisfatto il suo bisogno di protezione, che nasce l’Ego romantico o di coppia. Ricordiamo che tutti questi meccanismi sono puramente istintivi del corpo, sono meccanismi di autodifesa biologica: è cioè la natura stessa del corpo umano che fa sì che si crei per forza di cose un Ego nel bambino.

L’Ego romantico porta un bambino a comportarsi in modo dominante o meno, quindi, in base al pensiero che il bambino ha associato a tale persona specifica prescelta. Chiaro che maggiori saranno l’Ego maschile e l’Ego femminile nel bambino e maggiore la probabilità che esista anche un Ego romantico.

Nel caso in cui tale Ego romantico sia presente, anche in minima parte, solo allora è possibile che si crei un Ego familiare. Solo infatti una volta che si è creata una propria identità di gruppo, seppur minimo e ristretto ad una sola altra persona (come succede con l’Ego romantico o di coppia), allora è possibile che si crei un’idea di gruppo più estesa e che interessa le persone con cui si è cresciuti sin dalla più tenera infanzia.

La creazione dell’Ego familiare porta ad una chiarificazione ulteriore del concetto di Ego romantico o di coppia. Nel suo stato embrionale, infatti, l’Ego romantico o di coppia non è inteso così come noi intendiamo un rapporto di coppia amoroso con il fine di costituire poi assieme una nuova famiglia. L’Ego romantico, inizialmente, è semplicemente un rapporto di dipendenza con un’altra persona. E questa persona è solitamente, nella mente di un bambino, uno dei due genitori o un’altra persona che l’ha cresciuto.

Solo crescendo il bambino, diventando man mano più indipendente nelle attività basilari quotidiane (camminare, mangiare, ecc.), inizia a crearsi una propria idea di sé, seppur allo stato embrionale. Si inizia a formare una personalità autoreferenziale, quando invece fino ad allora vi era solo una personalità eteroreferenziale. E’ in questo frangente che si crea, quindi, un Ego familiare. Familiare poiché inizialmente è con un nucleo ristretto di persone che il bambino ha principalmente a che fare, e che vede come persone legate a sé in una qualche forma.

L’Ego familiare è la prima forma di Ego umano in cui l’individuo può essere indipendente. Gli Ego maschile, femminile e romantico, cioè, sono tutti Ego di dipendenza da altri esseri. Solo con la creazione di un Ego familiare si introduce, nella mente del bambino, il concetto di indipendenza relazionale. E l’origine della creazione di questo Ego, così come per gli Ego umani precedenti, è biologica. E’ cioè naturale che un bambino si crei questi Ego, che sono una creazione conseguenza diretta delle fasi di sviluppo biologico (mentale, emotivo e fisico) di un essere umano.

Con lo sviluppo di tale indipendenza biologica cambia quindi, nella mente del bambino, anche il destinatario del proprio Ego romantico o di coppia. E’ soprattutto con lo sviluppo sessuale e con la connessa indipendenza biologica che il destinatario dell’Ego romantico non è più la persona vicina dominante (a livello caratteriale ed emotivo), bensì la persona che sessualmente attrae di più in un dato momento. Ciò non toglie, naturalmente, che si tratti pur sempre di una forma di Ego di dipendenza (non più emotiva e caratteriale bensì sessuale).

L’Ego familiare è per definizione un aspetto dell’Ego assoluto, va da sé perciò che l’Ego assoluto è anche un Ego familiare. L’Ego assoluto contiene tutti i tipi di Ego esistenti, i quali sono solo parti dell’Ego assoluto con una loro autonomia. Possiamo chiamare ognuno dei 10 Ego che vedremo (3 spirituali e 7 umani) con il nome di maschera o personalità, nel senso che sono insiemi di pensieri o comportamenti autonomi e distaccati dal nostro vero Io, il nostro Spirito, ed anzi in contrasto con esso.

Pillola Di Saggezza N.19

N.B. Non aspettatevi da questa sezione approfondite analisi teoriche, perché rimarrete delusi, ma solo brevi messaggi per riflettere! Per analisi più approfondite abbiamo dedicato e dedicheremo molto spazio sia nel sito www.ascensione.com sia nelle altre sezioni di questo blog.

 

Amore Ed Ego Sono Molto Simili: L’unica Differenza E’ Che L’Amore E’ Non Esclusivo. Per Il Resto, Sono Fatti Della Stessa Sostanza.

Quando si ama si è sempre un po’ egoisti, poiché amare significa volere qualcuno o qualcosa per sé, ossia poterne fare esperienza ed unirvisi. L’amore vero tuttavia non pretende l’esclusività, a differenza dell’Ego: l’amore lascia amare e si lascia amare da tutto e da tutti, purché vi sia rispetto. Mentre cioè l’egoismo è solo una parte dell’Amore, esso costituisce invece la totalità dell’Ego. Quell’egoismo parte dell’Amore è quello che siamo soliti chiamare Amor proprio.

Ego Romantico

L’Ego maschile e l’Ego femminile abbiamo detto esistere sia nelle donne che negli uomini. Tuttavia a causa della caduta di coscienza dell’umanità e della conseguente separazione tra energia maschile ed energia femminile, è vero che nella maggior parte dei casi l’ego maschile è tipico degli uomini mentre l’Ego femminile è tipico delle donne.

Sebbene l’Ego maschile sia più grande per sua natura come numero di pensieri che lo costituiscono di quello femminile (vedremo meglio in un futuro articolo le cause della nascita dei vari Ego), tuttavia l’Ego femminile è molto più grande di quello maschile come numero di comportamenti nei quali si manifesta, e questo per un semplice motivo: tutte le situazioni della vita umana riguardano un confronto emotivo (e quindi l’ego femminile), ma solo una parte di esse riguarda un confronto sessuale (e quindi l’ego maschile). Mentre cioè il confronto emotivo riguarda sia donne con donne, sia uomini con uomini sia donne con uomini, il confronto sessuale riguarda tipicamente uomini con donne, salvo le eccezioni di omosessualità. Per questo motivo le donne tra loro, tipicamente con un forte Ego femminile (ed un debole Ego maschile), si scontrano e si dividono molto di più di quanto facciano gli uomini tra loro, i quali hanno invece tipicamente un Ego maschile forte (ed un debole Ego femminile).

Questi fatti ci portano a meglio capire la natura del prossimo tipo di Ego umano, che ora vediamo assieme.

Il terzo tipo di Ego umano, in ordine decrescente di grandezza, è l’Ego romantico. Abbiamo definito l’Ego romantico come un insieme di pensieri di Credenza di un corpo che crede di avere una identità romantica, di coppia. Analizziamo quindi tale definizione.

 

“un insieme di pensieri di Credenza…”

L’Ego umano è un insieme di pensieri di Credenza, e non di Sapienza come l’Ego spirituale. Ciò significa che un corpo umano si crea un Ego quando inizia ad illudersi di avere una consapevolezza, una intelligenza, ossia una capacità di comprendere la realtà. Ciò avviene quando il corpo umano comincia ad associare ad una data percezione sensoriale un dato pensiero, ossia quando il corpo umano inizia a pensare. Il corpo umano, come tutte le forme spazio-temporali, non è stato creato per pensare, ma solo per fungere da corpo ospitante per lo Spirito. E’ lo Spirito che entra nel corpo e gli dà vita, consapevolezza e quindi pensiero.

Tale associazione tra percezione sensoriale e pensiero nasce quando la confusione tra proprietà e possesso (tipica dell’Ego spirituale) si prolunga per un tempo tale nell’Anima che si “cristallizza” e diventa Sapienza di Credenza, cioè l’Anima si convince a tal punto di ciò che sa che perde l’umiltà verso l’Assoluto, l’unico che tutto sa, e comincia a pretendere anche verso le altre Anime che la propria Sapienza sia vera. Quando l’Anima arriva a pretendere che la propria Sapienza sia verità assoluta, a quel punto viene meno totalmente la Fede nell’Assoluto da parte dell’Anima. E quando una tale Anima infedele si incarna in un corpo umano trasmette tale infedeltà al corpo che la ospita, e si va così a formare la Credenza di Sapienza nel corpo, cioè il corpo inizia a credere di sapere cose vere, e quando tale credenza diviene massima anche il corpo (così come successo per l’Anima) perde totalmente la Fede.

 

“…di un corpo che crede di avere…”

Quando si crea confusione tra pensiero e percezione sensoriale (derivata come detto da una confusione tra proprietà e possesso), si crea confusione tra ciò che è sostanza e ciò che è apparenza. Ciò accade poiché si valutano le cose, a partire da se stessi, non per ciò che appaiono in quanto tali (ossia in quanto percezione sensoriale) ma per ciò che gli altri pensano di come tali cose appaiano (ossia in quanto pensiero associato ad una data percezione sensoriale). In altre parole, l’Ego umano si inizia a sviluppare quando un corpo pensa di apparire nel modo in cui gli altri dicono.

 

“…una identità romantica, di coppia”

Dando importanza a ciò che le altre persone dicono, una persona sarà portata di conseguenza a confrontarsi con le altre persone e a misurarsi con loro, utilizzando come unità di misura le parole espresse dalle altre persone. Dando valore e considerando vere le parole altrui, una persona può costruire sopra tali parole una serie di altre parole (sì perché non sono pensieri quelli del corpo, bensì parole, o silenti ossia parole che girano per la testa, oppure espresse ad alta voce; chi “mette” il pensiero è lo Spirito incarnato) che vanno ad accentuare le parole (positive o negative) espresse dalle altre persone riguardo ad essa. E’ così che ci si forma una propria idea sulla propria apparenza.

La prima forma di idea sulla propria apparenza, per un corpo umano, riguarda la propria identità sessuale. Quest’idea si forma tipicamente nei primi anni di vita del bambino e si basa sull’associazione pensiero/percezione sensoriale che in un bambino viene automatico fare: è cioè normale che un bambino si crei un proprio Ego, è anzi necessario come forma di autodifesa da ciò che non si conosce.

Come visto nei due precedenti articoli della serie il primo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l’Ego maschile, il quale indica quell’Ego che ci dà un’idea di quale sia il sesso dominante, mentre il secondo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l’Ego femminile, il quale invece indica quell’Ego che ci dà un’idea di quale sia l’emozione dominante. Una terza fase del meccanismo di autodifesa biologica di un bambino è quella di ricercare, una volta fatta una selezione tra le persone adatte alla sua protezione sia da un punto di vista caratteriale che emotivo, una persona specifica tra quelle considerate protettive. E’ in questa fase, il cui inizio varia da bambino a bambino a seconda di quanto le due fasi protettive precedenti abbiano soddisfatto il suo bisogno di protezione, che nasce l’Ego romantico o di coppia. Ricordiamo che tutti questi meccanismi sono puramente istintivi del corpo, sono meccanismi di autodifesa biologica: è cioè la natura stessa del corpo umano che fa sì che si crei per forza di cose un Ego nel bambino.

L’Ego romantico porta un bambino a comportarsi in modo dominante o meno, quindi, in base al pensiero che il bambino ha associato a tale persona specifica prescelta. Chiaro che maggiori saranno l’Ego maschile e l’Ego femminile nel bambino e maggiore la probabilità che esista anche un Ego romantico.

Anche l’Ego romantico, come visto per l’Ego maschile e per l’Ego femminile, viene influenzato dal tipo di genitori o facenti loro veci con i quali si cresce. Se ad esempio il bambino (maschio) cresce con un padre molto forte di cuore (emotivamente forte), il bambino può associare tale apparente forza con l’identità sessuale ed il ruolo di uomo all’interno della coppia, e quindi considerare la forza di cuore tipica dell’uomo. Tale bambino crescerà quindi con un Ego femminile molto forte di cuore, il che potrebbe portarlo ad avere un Ego romantico poco dolce ed amorevole, un po’ freddo. Se invece la persona più equilibrata emotivamente nella coppia fosse la madre, il bambino crescerebbe con l’idea che la forza di cuore sia tipica della donna. Tale bambino crescerebbe quindi con un Ego femminile debole di cuore e ciò potrebbe portarlo alla creazione di un Ego romantico troppo dolce ed amorevole, ossia eccessivamente emotivo e sdolcinato.

Non esiste in realtà nessun sesso forte, né di conseguenza nessun sesso debole nemmeno da un punto di vista romantico di coppia. I comportamenti “da uomo” o i comportamenti “da donna” sono delle pure Credenze dell’Ego umano.

L’Ego romantico non è detto che si sviluppi per forza in un bambino anche qualora abbiamo un forte Ego maschile ed un forte Ego femminile. Questi due tipi di Ego, infatti, potrebbero soddisfare il senso di bisogno di autodifesa del bambino. L’Ego infatti è proprio una forma di autodifesa dettata da paure conscie od inconscie. E’ la paura di qualcosa che fa nascere l’Ego, che va a formare uno scudo artificiale di Credenze illusorie che mette in secondo piano le paure esistenti.

In altre parole, l’Ego nasce per paura della realtà ed è costituito da illusioni. D’altra parte, anche le illusioni non sono altro che ulteriori forme di paurapaura di affrontare la realtà per quella che è. E le paure, come sappiamo, nascono dalla incapacità di capire qualcosa, che porta ad una conseguente incapacità di amare.

L’Ego romantico è per definizione un aspetto dell’Ego assoluto, va da sé perciò che l’Ego assoluto è anche un Ego romantico. L’Ego assoluto contiene tutti i tipi di Ego esistenti, i quali sono solo parti dell’Ego assoluto con una loro autonomia. Possiamo chiamare ognuno dei 10 Ego che vedremo (3 spirituali e 7 umani) con il nome di maschera o personalità, nel senso che sono insiemi di pensieri o comportamenti autonomi e distaccati dal nostro vero Io, il nostro Spirito, ed anzi in contrasto con esso.

Avendo tipicamente un Ego maschile forte ed un Ego femminile debole, molti uomini avranno un Ego romantico molto sessuale e poco emotivo; viceversa avendo tipicamente un Ego femminile forte ed un Ego maschile debole, molte donne avranno un Ego romantico molto emotivo e poco sessuale. Solo eliminando questi tre tipi di Ego si potrà vivere il rapporto di coppia (e prima ancora il rapporto con gli altri, in generale) in modo sano, vivendolo con passione sia sessuale sia emotiva. Passioni queste, d’altra parte, che nascono in una situazione sana da una più profonda passione spirituale, ossia da una reale sintonia mentale tra le due persone.

Mezzo E Fine

Abbiamo parlato nel precedente articolo della misura, e l’abbiamo definita come un modo finito ed oggettivo per rendere definibile in modo oggettivo un dato Essere finito. Analizziamo ora meglio questa definizione.

 

“Modo finito ed oggettivo…”

La misura ha lo scopo di rendere confrontabili essenze o sostanze che altrimenti, seppur diverse tra loro, non potrebbero essere confrontate e quindi definite. Per definire una qualsiasi cosa, infatti, è necessario sapere cosa tale cosa non è, e di conseguenza si può definire. La definizione di qualcosa è sempre cioè un pensiero che si forma per esclusione. E ciò che permette di escludere è proprio la presenza di una misura che permetta un confronto tra essenze o tra sostanze.

 

“…per rendere definibile in modo oggettivo…”

La definizione che risulta dall’esclusione di essenze o sostanze diverse deve essere comprensibile a tutti coloro che conoscono la misura di riferimento usata per determinare tale definizione. In tal senso la definizione deve essere oggettiva, ossia misurata nell’unità di misura adottata per la definizione di quel dato tipo di essenza o sostanza.

 

“…un dato Essere finito”

Ciò che definiamo è sempre un Essere, ossia un’essenza. Anche una sostanza, infatti, è sempre una manifestazione di un’essenza. Ciò che definiamo è sempre cioè un concetto.

Ciò che definiamo quindi, essendo un’essenza, deve essere definito sempre in modo causale o identico (vedi articoli precedenti). Si parla di causalità di una definizione quando essa è oggettiva, cioè misurata basandosi sull’esperienza empirica o teorica, ossia logica. Si parla invece di identità di una definizione quando essa è sì oggettiva, cioè misurata basandosi sull’esperienza empirica o teorica, ma non logica poiché, essendo una definizione identica, di per sé un’unità concettuale indivisibile non ha al suo interno alcuna connessione logica con alcun altro concetto. Una definizione causale, invece, è una definizione composta da più unità concettuali legate logicamente tra loro.

La misura è quindi composta da un mezzo (singole unità concettuali definizioni identiche) e da un fine (unità concettuali connesse logicamente o definizioni causali). Ed è bene sottolineare che i concetti di mezzo e fine sono originari e propri solo della misura e di tutte le misure: solo ciò che necessita di essere misurato può fungere da mezzo (della misura) al fine di misurare. Ogni mezzo è sempre una misura, ed ogni fine è sempre una misura. In altre parole, ogni mezzo è sempre mezzo della misura, ed ogni fine è sempre fine della misura.

Ego Femminile

L’Ego, sia spirituale sia umano, per poter difendere se stesso ha bisogno di controllare. Tale bisogno è massimo nell’Ego assoluto e scende di intensità man mano che si passa dagli ego spirituali a quelli umani. In particolare, l’Ego spirituale ha bisogno di controllare il pensiero, proprio ed altrui, mentre l’Ego umano ha bisogno di controllare il comportamento, proprio ed altrui. Per quanto riguarda il controllo altrui, è sempre proporzionale all’interesse di tale Ego verso un altro Ego: maggiore è l’interesse verso l’Ego altrui, maggiore sarà il bisogno di controllarlo.

Il secondo tipo di Ego umano, in ordine decrescente di grandezza, è l’Ego femminile. Abbiamo definito l’Ego femminile come un insieme di pensieri di Credenza di un corpo che crede di avere una identità di femmina. Analizziamo quindi tale definizione.

 

“un insieme di pensieri di Credenza…”

L’Ego umano è un insieme di pensieri di Credenza, e non di Sapienza come l’Ego spirituale. Ciò significa che un corpo umano si crea un Ego quando inizia ad illudersi di avere una consapevolezza, una intelligenza, ossia una capacità di comprendere la realtà. Ciò avviene quando il corpo umano comincia ad associare ad una data percezione sensoriale un dato pensiero, ossia quando il corpo umano inizia a pensare. Il corpo umano, come tutte le forme spazio-temporali, non è stato creato per pensare, ma solo per fungere da corpo ospitante per lo Spirito. E’ lo Spirito che entra nel corpo e gli dà vita, consapevolezza e quindi pensiero.

Tale associazione tra percezione sensoriale e pensiero nasce quando la confusione tra proprietà e possesso (tipica dell’Ego spirituale) si prolunga per un tempo tale nell’Anima che si “cristallizza” e diventa Sapienza di Credenza, cioè l’Anima si convince a tal punto di ciò che sa che perde l’umiltà verso l’Assoluto, l’unico che tutto sa, e comincia a pretendere anche verso le altre Anime che la propria Sapienza sia vera. Quando l’Anima arriva a pretendere che la propria Sapienza sia verità assoluta, a quel punto viene meno totalmente la Fede nell’Assoluto da parte dell’Anima. E quando una tale Anima infedele si incarna in un corpo umano trasmette tale infedeltà al corpo che la ospita, e si va così a formare la Credenza di Sapienza nel corpo, cioè il corpo inizia a credere di sapere cose vere, e quando tale credenza diviene massima anche il corpo (così come successo per l’Anima) perde totalmente la Fede.

 

“…di un corpo che crede di avere…”

Quando si crea confusione tra pensiero e percezione sensoriale (derivata come detto da una confusione tra proprietà e possesso), si crea confusione tra ciò che è sostanza e ciò che è apparenza. Ciò accade poiché si valutano le cose, a partire da se stessi, non per ciò che appaiono in quanto tali (ossia in quanto percezione sensoriale) ma per ciò che gli altri pensano di come tali cose appaiano (ossia in quanto pensiero associato ad una data percezione sensoriale). In altre parole, l’Ego umano si inizia a sviluppare quando un corpo pensa di apparire nel modo in cui gli altri dicono.

 

“…una identità di femmina”

Dando importanza a ciò che le altre persone dicono, una persona sarà portata di conseguenza a confrontarsi con le altre persone e a misurarsi con loro, utilizzando come unità di misura le parole espresse dalle altre persone. Dando valore e considerando vere le parole altrui, una persona può costruire sopra tali parole una serie di altre parole (sì perché non sono pensieri quelli del corpo, bensì parole, o silenti ossia parole che girano per la testa, oppure espresse ad alta voce; chi “mette” il pensiero è lo Spirito incarnato) che vanno ad accentuare le parole (positive o negative) espresse dalle altre persone riguardo ad essa. E’ così che ci si forma una propria idea sulla propria apparenza.

La prima forma di idea sulla propria apparenza, per un corpo umano, riguarda la propria identità sessuale. Quest’idea si forma tipicamente nei primi anni di vita del bambino e si basa sull’associazione pensiero/percezione sensoriale che in un bambino viene automatico fare: è cioè normale che un bambino si crei un proprio Ego, è anzi necessario come forma di autodifesa da ciò che non si conosce.

Il primo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l’Ego maschile. Esso indica quell’Ego che ci dà un’idea di quale sia il sesso dominante, come visto nel precedente articolo. Il secondo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l’Ego femminile. Esso indica quell’Ego che ci dà un’idea di quale sia l’emozione dominante: tale ricerca dell’emozione dominante viene spontanea ad un bambino molto piccolo una volta che, determinato il sesso dominante protettivo, sempre per autodifesa cerca di capire quali individui di quel dato sesso protettivo (uomo o donna a seconda dei casi) sono “emotivamente migliori”. Il bambino, cioè, dopo aver effettuato una prima cernita tra le persone che possono proteggerlo determinando il sesso dominante, effettua una seconda cernita all’interno del sesso dominante per determinare quali siano le persone più adatte a proteggerlo. Tutti questi meccanismi sono puramente istintivi del corpo, sono meccanismi di autodifesa biologica: è cioè la natura stessa del corpo umano che fa sì che si crei per forza di cose un Ego nel bambino.

L’Ego femminile porta un bambino a comportarsi in modo dominante o meno, quindi, in base al pensiero che il bambino ha associato a tale emozione forte. Se ad esempio il bambino (maschio) cresce con un padre molto forte di cuore (emotivamente forte), il bambino può associare tale apparente forza con l’identità sessuale, e quindi considerare la forza di cuore tipica dell’uomo. Tale bambino crescerà quindi con un Ego femminile molto forte di cuore. Se invece la persona più equilibrata emotivamente nella coppia fosse la madre, il bambino crescerebbe con l’idea che la forza di cuore sia tipica della donna. Tale bambino crescerebbe quindi con un Ego femminile debole di cuore e ciò potrebbe portarlo nel tempo, se crescendo esasperasse tale iniziale pensiero, a fenomeni di incertezza sulle proprie emozioni fino nei casi estremi a convincersi della sua incapacità di godersi la vita come gli altri umani.

Non esiste in realtà nessun sesso forte, né di conseguenza nessun sesso debole nemmeno da un punto di vista emotivo. I comportamenti “da uomo” o i comportamenti “da donna” sono delle pure Credenze dell’Ego umano.

L’Ego femminile è naturale che si sviluppi sia nei bambini che nelle bambine: entrambi infatti nei primissimi anni di vita hanno bisogno, per difendersi, di identificare chi delle persone adulte che gli stanno attorno può meglio difenderli.

L’Ego femminile è per definizione un aspetto dell’Ego assoluto, va da sé perciò che l’Ego assoluto è anche un Ego femminile. L’Ego assoluto contiene tutti i tipi di Ego esistenti, i quali sono solo parti dell’Ego assoluto con una loro autonomia. Possiamo chiamare ognuno dei 10 Ego che vedremo (3 spirituali e 7 umani) con il nome di maschera o personalità, nel senso che sono insiemi di pensieri o comportamenti autonomi e distaccati dal nostro vero Io, il nostro Spirito, ed anzi in contrasto con esso.

Talvolta si confonde la dicotomia maschile/femminile con quella uomo/donna, ma sono cose ben diverse. Mentre maschile e femminile sono due tipi di energia, rispettivamente fisica ed eterica, che rappresentano due concetti divini complementari (rispettivamente forza e dolcezza), uomo e donna sono due tipi di corpi fisici i quali entrambi contengono in sé le due energie maschili e femminili. E sia uomo sia donna devono bilanciare dentro di sé tali due energie per essere sani ed equilibrati.

Ego Maschile

Il primo tipo di Ego umano, in ordine decrescente di grandezza, è l’Ego maschile. L’Ego umano è inferiore come grandezza rispetto all’Ego spirituale, dal quale deriva; inferiore come grandezza nel senso che è minore il numero di pensieri che lo costituisce. Il tipo di Ego più grande in assoluto è quindi l’Ego assoluto, dal quale deriva poi l’Ego superiore, poi da quest’ultimo l’Ego inferiore. Dall’Ego inferiore nascono poi gli Ego umani. Spiegheremo meglio in un futuro articolo le cause che hanno portato alla creazione dei vari Ego, qui ci preme solo sottolineare la causa che ha portato alla nascita dell’Ego umano, a partire da quello spirituale ed in particolare dall’Ego spirituale minore, cioè l’Ego inferiore.

Abbiamo definito l’Ego maschile come un insieme di pensieri di Credenza di un corpo che crede di avere una identità di maschio. Analizziamo quindi tale definizione.

 

“un insieme di pensieri di Credenza…”

L’Ego umano è un insieme di pensieri di Credenza, e non di Sapienza come l’Ego spirituale. Ciò significa che un corpo umano si crea un Ego quando inizia ad illudersi di avere una consapevolezza, una intelligenza, ossia una capacità di comprendere la realtà. Ciò avviene quando il corpo umano comincia ad associare ad una data percezione sensoriale un dato pensiero, ossia quando il corpo umano inizia a pensare. Il corpo umano, come tutte le forme spazio-temporali, non è stato creato per pensare, ma solo per fungere da corpo ospitante per lo Spirito. E’ lo Spirito che entra nel corpo e gli dà vita, consapevolezza e quindi pensiero.

Tale associazione tra percezione sensoriale e pensiero nasce quando la confusione tra proprietà e possesso (tipica dell’Ego spirituale) si prolunga per un tempo tale nell’Anima che si “cristallizza” e diventa Sapienza di Credenza, cioè l’Anima si convince a tal punto di ciò che sa che perde l’umiltà verso l’Assoluto, l’unico che tutto sa, e comincia a pretendere anche verso le altre Anime che la propria Sapienza sia vera. Quando l’Anima arriva a pretendere che la propria Sapienza sia verità assoluta, a quel punto viene meno totalmente la Fede nell’Assoluto da parte dell’Anima. E quando una tale Anima infedele si incarna in un corpo umano trasmette tale infedeltà al corpo che la ospita, e si va così a formare la Credenza di Sapienza nel corpo, cioè il corpo inizia a credere di sapere cose vere, e quando tale credenza diviene massima anche il corpo (così come successo per l’Anima) perde totalmente la Fede.

 

“…di un corpo che crede di avere…”

Quando si crea confusione tra pensiero e percezione sensoriale (derivata come detto da una confusione tra proprietà e possesso), si crea confusione tra ciò che è sostanza e ciò che è apparenza. Ciò accade poiché si valutano le cose, a partire da se stessi, non per ciò che appaiono in quanto tali (ossia in quanto percezione sensoriale) ma per ciò che gli altri pensano di come tali cose appaiano (ossia in quanto pensiero associato ad una data percezione sensoriale). In altre parole, l’Ego umano si inizia a sviluppare quando un corpo pensa di apparire nel modo in cui gli altri dicono.

 

“…una identità di maschio”

Dando importanza a ciò che le altre persone dicono, una persona sarà portata di conseguenza a confrontarsi con le altre persone e a misurarsi con loro, utilizzando come unità di misura le parole espresse dalle altre persone. Dando valore e considerando vere le parole altrui, una persona può costruire sopra tali parole una serie di altre parole (sì perché non sono pensieri quelli del corpo, bensì parole, o silenti ossia parole che girano per la testa, oppure espresse ad alta voce; chi “mette” il pensiero è lo Spirito incarnato) che vanno ad accentuare le parole (positive o negative) espresse dalle altre persone riguardo ad essa. E’ così che ci si forma una propria idea sulla propria apparenza.

La prima forma di idea sulla propria apparenza, per un corpo umano, riguarda la propria identità sessuale. Quest’idea si forma tipicamente nei primi anni di vita del bambino e si basa sull’associazione pensiero/percezione sensoriale che in un bambino viene automatico fare: è cioè normale che un bambino si crei un proprio Ego, è anzi necessario come forma di autodifesa da ciò che non si conosce.

Il primo Ego umano a formarsi, sia nei bambini che nelle bambine, è l’Ego maschile. Esso indica quell’Ego che ci dà un’idea di quale sia il sesso dominante: tale ricerca del sesso dominante viene spontanea ad un bambino molto piccolo poiché istintivamente cerca protezione da parte della persona che appare più forte, per meglio proteggersi, e sarà quindi essa la prima ad essere identificata dal bambino nel momento in cui inizia a sviluppare una minima capacità mentale. L’Ego maschile porta un bambino a comportarsi in modo dominante o meno, quindi, in base al pensiero che il bambino ha associato a tale comportamento forte. Se ad esempio il bambino (maschio) cresce con un padre molto forte di carattere, il bambino può associare tale apparente forza con l’identità sessuale, e quindi considerare la forza di carattere tipica dell’uomo. Tale bambino crescerà quindi con un Ego maschile molto forte di carattere. Se invece il “sesso forte” nella coppia fosse la madre, il bambino crescerebbe con l’idea che la forza di carattere è tipica della donna. Tale bambino (maschio) crescerebbe quindi con un Ego maschile debole di carattere e ciò potrebbe portarlo nel tempo, se crescendo esasperasse tale iniziale pensiero, a fenomeni di incertezza sul proprio sesso fino nei casi estremi a convincersi che la sua identità sessuale sia diversa da quella biologica.

Non esiste in realtà nessun sesso forte, né di conseguenza nessun sesso debole. I comportamenti “da uomo” o i comportamenti “da donna” sono delle pure Credenze dell’Ego umano.

L’Ego maschile è naturale che si sviluppi sia nei bambini che nelle bambine: entrambi infatti nei primissimi anni di vita hanno bisogno, per difendersi, di identificare chi delle persone adulte che gli stanno attorno può meglio difenderli.

L’Ego maschile è per definizione un aspetto dell’Ego assoluto, va da sé perciò che l’Ego assoluto è anche un Ego maschile. L’Ego assoluto contiene tutti i tipi di Ego esistenti, i quali sono solo parti dell’Ego assoluto con una loro autonomia. Possiamo chiamare ognuno dei 10 Ego che vedremo (3 spirituali e 7 umani) con il nome di maschera o personalità, nel senso che sono insiemi di pensieri o comportamenti autonomi e distaccati dal nostro vero Io, il nostro Spirito, ed anzi in contrasto con esso.

Ego Inferiore

Il terzo tipo di Ego spirituale, in ordine decrescente di grandezza, è l’Ego inferiore. Abbiamo definito l’Ego inferiore come un insieme di pensieri di Sapienza di un’Anima che pensa di essere inferiore ad alcune Anime. Analizziamo quindi tale definizione.

 

“un insieme di pensieri di Sapienza…”

L’Ego animico è un insieme di pensieri di Sapienza,  e non di Credenza come l’Ego umano. Ciò significa che un’Anima si crea un Ego quando inizia a pensare che ciò che sa, o una parte di ciò che sa, deve essere difeso dall’esterno poiché è sua proprietà. Ma la conoscenza, sui Piani di Luce, può essere in possesso di chiunque attraverso gli ologrammi che rendono disponibile la consapevolezza di ogni Anima a tutte le altre, in modo istantaneo. In altre parole, un’Anima comincia a crearsi un Ego quando inizia a fare confusione tra proprietà e possesso: nessuno infatti può appropriarsi della consapevolezza di un’Anima, poiché non vi è modo di rubare le informazioni che un’Anima ha in sé. Quello che invece accade è che le altre Anime conoscano le informazioni che un’Anima ha in sé, ma tra conoscere ed avere in sé come consapevolezza c’è una bella differenza!

 

“…di un’Anima che pensa di essere…”

Quando si crea confusione tra proprietà e possesso, si crea confusione tra ciò che si è e ciò che non si è. Ciò accade poiché si valutano le cose, a partire da se stessi, non per ciò che sono in quanto tali (ossia in quanto proprietà) ma per ciò che gli altri pensano di tali cose (ossia in quanto possesso). In altre parole, l’Ego spirituale si inizia a sviluppare quando un’Anima pensa di essere ciò che gli altri dicono.

 

“…inferiore ad alcune Anime”

Dando importanza a ciò che le altre Anime dicono, un’Anima sarà portata di conseguenza a confrontarsi con le altre Anime e a misurarsi con loro, utilizzando come unità di misura il pensiero espresso dalle altre Anime. Dando valore e considerando vero il pensiero altrui, un’Anima può costruire sopra tali pensieri una serie di altri pensieri che vanno ad accentuare il pensiero (positivo o negativo) espresso dalle altre Anime riguardo ad essa. E’ così che si viene a creare, in casi estremi, l’Ego assoluto, di cui abbiamo parlato nel precedente articolo. Quando invece l’Anima in questione accentua solo il pensiero negativo altrui riguardo ad essa, tralasciando completamente invece il pensiero positivo degli altri riguardo ad essa, si forma un Ego inferiore.

Tale tralasciare una parte del pensiero altrui riguardo a se stessi è tipica dell’Ego relativo, quali sono l’Ego superiore e l’Ego inferiore. Non sempre accade invece nell’Ego assoluto: può succedere infatti che un’Anima esasperi contemporaneamente i pensieri positivi e quelli negativi degli altri riguardo a se stessa, e quando ciò succede avviene una morte apparente dell’Ego, poiché si crea un tale contrasto esasperato tra opinioni diverse su di sé che l’Ego paradossalmente perde coscienza di sé. In altre parole, quando il contrasto di pensiero all’interno dell’Ego stesso raggiunge livelli assoluti, l’Ego stesso perde ogni riferimento, perde ogni misura di sé, e quindi va “in sonno”. Continua ad esistere, ma sarà difficile eliminarlo a meno che non si scontri con un altro Ego assoluto che lo faccia “svegliare dal letargo”. Solo a quel punto sarà possibile per l’Anima in questione rendersene conto ed eliminarlo.

Tale capacità dell’Ego di andare “in sonno” non esiste invece per l’Ego inferiore, il quale invece ha un’idea ben chiara su di sé, sempre, proprio perché per definizione tiene in considerazione solo i pensieri negativi degli altri su di sé.

L’Ego inferiore nei Piani di Luce si manifesta tipicamente in un rifiuto dell’Anima di fondersi con Anime ritenute superiori come consapevolezza. In un’Anima incarnata,  invece, si manifesta tipicamente in pensieri (e non per forza in comportamenti, se non diventa anche Ego umano) di falsa modestia, buonismo, disagio verso le situazioni, verso le cose o verso le persone che si considerano superiori a sé. L’Ego assoluto, invece, nei Piani di Luce si manifesta tipicamente in un rifiuto dell’Anima di fondersi con qualsiasi altra Anima, salvo nel caso sopra citato in cui l’Ego assoluto va “in sonno” e quindi manca di tale rifiuto. In un’Anima incarnata, invece, si manifesta tipicamente in pensieri (e non per forza in comportamenti, se non diventa anche Ego umano) di violenza (se l’Ego è assoluto in positivo, cioè si reputa superiore a tutti) o di debolezza (se l’Ego è assoluto in negativo, cioè si reputa inferiore a tutti), salvo nel caso sopra citato in cui l’Ego assoluto va “in sonno” e quindi manca di tali pensieri estremi.

L’Ego inferiore, come gli altri Ego spirituali, può essere creato da un’Anima sia sui Piani di Luce sia quando è incarnata in un corpo nello spazio-tempo. Quando una persona si pensa inferiore ad altre persone, non è il corpo di tale persona ad avere tale pensiero (non è cioè un Ego umano), bensì è la sua Anima che è convinta di ciò (Ego spirituale): un corpo di per sé non ha intelligenza, non ha autocoscienza, e per tal motivo non può mai crearsi pensieri egoici che non siano sensorialmente percepibili.

Mentre cioè l’Ego spirituale si basa sul pensiero (ciò che noi pensiamo di noi stessi, basato su ciò che pensano gli altri di noi), l’Ego umano si basa sul comportamento (come noi ci comportiamo con gli altri, basato su ciò che noi pensiamo di noi stessi). In sintesi: un’Anima, influenzata dal pensiero delle altre Anime, si crea un proprio Ego spirituale; tale Ego spirituale ci crea una nostra identità spirituale che poi influenza il modo in cui ci comportiamo con gli altri, ossia crea il nostro Ego umano.

Senza un Ego spirituale, quindi, non può esistere un Ego umano, a meno che non si abbia già eliminato l’Ego spirituale ma non ancora quello umano. Per eliminare l’Ego umano in modo completo è comunque necessario eliminare dapprima l’Ego spirituale in modo completo, dato che il secondo è la causa del primo e solo eliminando la causa in modo completo si può eliminare l’effetto in modo completo.

L’Ego inferiore è per definizione un aspetto dell’Ego assoluto, va da sé perciò che l’Ego assoluto è anche un Ego inferiore. L’Ego assoluto contiene tutti i tipi di Ego esistenti, i quali sono solo parti dell’Ego assoluto con una loro autonomia. Possiamo chiamare ognuno dei 10 Ego che vedremo (3 spirituali e 7 umani) con il nome di maschera o personalità, nel senso che sono insiemi di pensieri o comportamenti autonomi e distaccati dal nostro vero Io, il nostro Spirito, ed anzi in contrasto con esso.