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132.
Competizione (1°parte)
by Dani
Nel
nostro materiale già abbiamo parlato del concetto di Competizione e di come
esso sia diverso da quello di Concorrenza (vedi ad es. Sistema
economico). Vogliamo ora approfondire ulteriormente l'analisi di tale
differenza concettuale e trattare dei pensieri distorti che stanno alla base
della confusione tra tali due concetti.
Abbiamo
già iniziato a trattare delle energie radioattive nella serie De-Manipolazione
e delle energie elettriche nella serie De-Programmazione. Ora è nostra
intenzione iniziare con questa serie l'analisi delle energie elettromagnetiche e
delle distorsioni di pensiero su cui esse si basano. Abbiamo scelto di chiamare
Competizione questa nuova serie poiché è proprio la pura Competizione che sta
alla base della Praticità, ossia della forma-pensiero magnetica di autodifesa
che corrisponde alla forma-pensiero elettromagnetica distorta e di offesa del Sensismo
(vedi art.128
e art.129). Il Sensismo si basa su
una forma distorta di Competizione che, per rifarci alla distinzione già
accennata, possiamo anche chiamare Concorrenza.
La
Competizione è pura solo ed esclusivamente come comportamento di
autodifesa, al pari della Cooperazione di cui parleremo in una prossima serie e
che riguarda le distorsioni magnetiche. In mancanza di necessità di autodifesa,
il comportamento corretto magnetico è quello basato sulla Moderazione di cui
parleremo in una prossima serie riguardante la Saggezza (le distorsioni
magnetiche, elettromagnetiche,elettriche e radioattive riguardano invece la
Sapienza, come già visto).
La
serie Competizione è composta da 15 pensieri (si può anche dire forme-pensiero
in questo caso, dato che l'energia elettromagnetica è sì fisica ma ha origine
nell'eterico al pari di ogni altro pensiero fisico) di ognuno dei quali vedremo la
versione magnetica e la versione distorta elettromagnetica. Oggi iniziamo con il pensiero
dell'Utilità (magnetico) ed il connesso pensiero distorto della Scarsità
(elettromagnetico), ossia la forma pura e distorta della determinante del
valore competitivo. E' importante precisare subito che l'Utilità e la
Scarsità non sono né pure né distorte in quanto tali, al pari di ogni forma
qualitativa o quantitativa di un qualsiasi bene o servizio. Ciò che stiamo
analizzando qui è la loro definizione solo ed esclusivamente in quanto
determinanti del valore competitivo.
L'Utilità
può essere definita come la "capacità di servire il fine di un
individuo"; la Scarsità invece può essere definita come l'
"incapacità di servire i fini di tutti gli individui". I punti
centrali di tale distinzione sono quindi due: la capacità ed il fine.
Spieghiamo quindi meglio tali due concetti.
La
capacità indica una possibilità di creazione di un dato bene o servizio, ossia
in generale di un dato valore. Il bene o il servizio sono il mezzo; il fine,
invece, dipende dall'intento del soggetto in questione. L'Utilità indica quindi
una possibilità di creare un valore per servire uno specifico fine: l'Utilità
è una qualità del valore, ed in quanto tale indipendente dalle utilità delle
altre cose (per tal motivo il fine che l'Utilità serve è specifico, ossia non
considera i fini altrui). La Scarsità, invece, indica l'impossibilità di
creare un valore per servire tutti i fini possibili: la scarsità è una
quantità del valore, ed in quanto tale dipendente dalla scarsità delle altre
cose (per tal motivo i fini che la Scarsità serve sono potenzialmente infiniti,
ossia vengono considerati anche i fini altrui). Mentre quindi l'Utilità si basa
sulla forma-pensiero della Praticità in quanto dà predominanza ai bisogni
materiali (mezzi) rispetto alle questioni di principio (fini) solo quando
necessario (quando il fine è di autodifesa), la Scarsità si basa sulla
forma-pensiero del Sensismo in quanto dà predominanza all'apparenza sensoriale
(la quantità di beni e servizi, ossia i mezzi) sulla sostanza (la qualità
delle cose stesse, ossia i fini) sempre e comunque.
Quanto
detto spiega come nella vera Competizione ciò che determina il valore è la
qualità del bene o servizio (Utilità) non la quantità esistente dello stesso
(Scarsità).
Vedremo
inoltre, in questa serie, che ogni forma-pensiero competitiva genera una
determinata legge competitiva. Nel caso in questione, l'Utilità genera
la legge del costo di produzione, ossia quella legge secondo la quale i
prezzi dei beni e dei servizi sono determinati dal lavoro contenuto (umano e
tecnologico). Solo il lavoro, infatti, è utile al fine della determinazione del
valore competitivo; il capitale, invece, è utile al fine della retribuzione del
lavoro (vedi anche la distinzione tra fonti di produzione e fattori di
produzione nell'art. Moneta
e Produzione).
La
forma-pensiero della Scarsità, invece, genera la legge della domanda e
dell'offerta (vedi anche art. Vera Moneta,
nota [2]), ossia quella legge secondo la quale date certe condizioni (libero
mercato e concorrenza perfetta) i prezzi dei beni e dei servizi sono determinati
dall’incontro della domanda e dell’offerta. In breve, se l’offerta è
superiore alla domanda, i prezzi tenderanno a diminuire; se invece la domanda è
superiore all’offerta, i prezzi tenderanno ad aumentare. Tale legge si basa
sul concetto di Scarsità in quanto la variazione di prezzo derivante dalla
variazione della domanda e/o dell'offerta di un dato bene o servizio è funzione
della disponibilità (naturale o artificiale) di quel dato bene o servizio,
ossia della sua Scarsità.
Si consiglia di intendere di
rilasciare la forma-pensiero della Scarsità in quanto determinante del valore
competitivo al fine di ascendere nell'energia puramente magnetica. A tal fine si
può chiedere il supporto della propria Anima, di Madre Terra, degli Angeli e di
Dio/Dea.
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