Stabilità della misura del valore 18. Al fine di mantenere la stabilità della misura del valore è necessario conoscere esattamente l'ammontare dei costi di produzione o ci sono alternative? E' l'unico modo, proprio perché i costi di produzione rappresentano il vero valore dei beni e servizi prodotti. E la misura del valore è stabile solo se corrisponde esattamente a tale vero valore. Se così non è, non siamo in presenza di una Vera Moneta in quanto una misura, per definizione, deve essere stabile. Vedi art.100.
Stabilità della misura del valore, stabilità dei prezzi e Massa Monetaria 17. Nell'art.100 scrivi: "In realtà, quindi, una Vera Misura del Valore potrebbe rimanere realmente stabile ed essere quindi una Vera Misura solo se i prezzi rimanessero realmente stabili a priori, senza che fosse necessario modificare la quantità di moneta in circolazione da parte dell'organo monetario al fine di mantenere costante il livello generale dei prezzi (al fine quindi di mantenere la moneta una Vera Moneta, e cioè una Vera Misura)". Quindi il controllo della massa monetaria serve non solo a controllare la stabilità della misura, ma anche a controllare la stabilità dei prezzi? Sì ma non nel sistema attuale. Nel sistema attuale, infatti, la variazione dei prezzi non è controllabile solo ed esclusivamente attraverso una variazione della massa monetaria (la quale influisce sul consumo e sugli investimenti e di conseguenza sui prezzi), poiché dipende anche da un fattore culturale quale è la legge della domanda e dell'offerta, da un fattore sistemico quale la presenza di imposte e tasse (dovute alla presenza di una moneta-debito) le quali creano pressioni sui costi di produzione e di conseguenza sui prezzi, dagli interessi sui prestiti (che premono sui costi di produzione e di conseguenza sui prezzi), dall'inflazione stessa (che preme sui costi di produzione stimolando essa stessa un aumento dei prezzi), dai profitti trasformati in consumo (in quanto non vera moneta, vedi art.100) compreso il signoraggio, da variazioni dei costi di produzione di altro tipo (tecnologia,salari,altri fattori di produzione) e da variazioni discrezionali dei prezzi stessi (es.monopoli, oligopoli, cartelli). Il raggiungimento contemporaneo delle due stabilità è oggi impossibile: la stabilità della misura (massa monetaria=costi di produzione) è difficilmente compatibile con una stabilità dei prezzi (che può richiedere, a seconda dei casi, una massa monetaria maggiore o minore rispetto ai costi di produzione). Solo quando si eliminano tutti i fattori che influenzano la variazione dei prezzi (cioè tutti quelli elencati nel primo paragrafo ad esclusione della variazione della massa monetaria) si può avere una contemporanea stabilità della misura del valore e dei prezzi. In tal caso infatti, una variazione della massa monetaria influenzerebbe allo stesso modo sia la variazione dei prezzi sia la variazione della misura del valore. L'obiettivo principale delle banche centrali odierne è la stabilità dei prezzi (senza alcun successo, fra l'altro, conseguenza ovvia di un'impossibilità logica di controllare tutti i fattori di influenza sui prezzi di cui sopra), ma esse trascurano completamente la stabilità della misura del valore: l'errore consiste nel considerare la massa monetaria in circolazione corrispettiva del valore finale di produzione di beni e servizi e non dei costi di produzione sostenuti per produrli. Vedi meglio art.100.
Tassi di cambio fissi 16. Nella D&R n.34 di Giugno 2003 affermi: "...Naturale che, per evitare qualsiasi tipo di speculazione sul mercato dei cambi, l'ideale sarebbe avere monete nazionali con cambio fisso 1 a 1. Ma questo è un altro discorso". Potresti motivare meglio la preferenza per tassi di cambio fissi? E perché 1 a 1 e non un'altra qualsiasi parità? La moneta è misura del valore per definizione e, come ogni misura, la sua unità di misura è per definizione stabile fintantoché viene accettata (da non confondersi, attenzione, con il concetto di beni e servizi valutati nel tempo costantemente con lo stesso numero di unità di misura, cioè stabilità dei prezzi). Una misura serve infatti per rendere finito qualcosa attraverso la creazione di una unità (per definizione finita, fissa e quindi stabile) di misura di qualcosa. Nel nostro caso, quel qualcosa è il valore. Questo significa non solo che la quantità di moneta in circolazione deve essere uguale al valore dei beni e servizi prodotti, ma anche che il rapporto tra misure del valore diverse deve essere stabile: il rapporto tra due essenze stabili che misurano lo steggo oggetto (nel nostro caso, il valore) non può che essere stabile. Infatti, anche se l'oggetto misurato (il valore) è per sua natura soggettivo (il valore attribuito a qualcosa, sia a livello individuale che collettivo, può infatti variare nel tempo e nello spazio), l'unità di misura è come detto per definizione stabile, indipendentemente quindi dall'oggettività (es.lunghezza,peso,ecc.) o soggettività (es.valore) dell'oggetto misurato, e quindi due o più misure basate su unità di misura stabili (e misuranti lo stesso oggetto) non possono che essere in rapporto stabile tra loro, essendo comunque tutte misure. La scelta della parità 1 a 1 è una questione di pura comodità, che evita calcoli di conversione. Nota: spesso si utilizzano i termini inflazione/deflazione sia per indicare una mancanza di stabilità della misura del valore (eccesso/difetto della quantità assoluta di misura monetaria rispetto alla somma dei valori di tutti i beni e servizi) sia per indicare una mancanza di stabilità dei prezzi (aumento/diminuzione della media delle quantità relative di misura monetaria dei singoli beni e servizi). Questa comune terminologia può talvolta generare confusione su tali due concetti, in realtà ben distinti tra loro. La stabilità della misura deve essere presente affinché si possa parlare di vera misura, mentre la stabilità dei prezzi è una questione puramente di libero mercato e quindi discrezionale (in una comunità in cui vi è libero scambio).
Vero Interesse 15. Nell'art.18 affermi: "..Cioè il Governo dovrebbe creare moneta dal nulla e farla pagare con un certo tasso di interesse ai membri della comunità. Ma in quanto moneta di credito, non verrebbe richiesta indietro. Non sarebbe cioè un prestito, bensì una vera e propria vendita il cui prezzo del bene moneta è costituito dall'interesse pagato". Questo paragrafo non è in contrasto con quanto affermato nell'art.101 in cui si afferma che non esiste un vero prezzo della moneta? No. L'interesse di cui si parla in quel paragrafo è quello che nell'art.101 chiamo Vero Interesse, cioè la differenza tra valore nominale e costo di produzione della moneta, ossia il Signoraggio. Tale Vero Interesse può essere infatti inteso anche come il prezzo che i membri della comunità pagano alla comunità nel suo complesso in cambio della garanzia fiduciaria di accettare tale moneta per il pagamento dei debiti. Il Signoraggio è infatti un profitto proprio perché, come ogni altro profitto, è per definizione una perdita (costo o prezzo) per qualcun altro. Nel caso del Signoraggio, la comunità nel suo complesso è il soggetto a cui spetta tale profitto (nel sistema attuale, invece, tale profitto è del privato sistema bancario, salvo per il signoraggio sulle monete metalliche che è della comunità attraverso la struttura giuridica statale) mentre i membri della comunità in quanto individui sono i soggetti che subiscono la corrispondente perdita. Essi infatti pagano la moneta creata dalla comunità ad un costo nominale ben superiore al suo costo di produzione (il suo reale valore). Questo Signoraggio dovrebbe poi essere utilizzato a vantaggio di coloro (i membri della comunità) i quali hanno accettato quel "falso valore" della moneta, cioè il suo valore nominale. Giustificando quindi, in tal modo, tale "sovrapprezzo della moneta" (Signoraggio) con il fine di essere utilizzato a scopi sociali.
Sovranità monetaria 14. Come possiamo definire il concetto di "sovranità monetaria"? Il "potere monetario" o "sovranità monetaria" è la facoltà (acquisita legalmente o attraverso una spontanea adesione) di far accettare qualsiasi debito dell'emittente stesso come moneta, solitamente con la promessa di accettarla a sua volta come pagamento di un qualsiasi proprio credito. In sostanza, chi ha il potere di emettere moneta ha la facoltà di pagare ogni suo debito semplicemente emettendo nuova moneta o, nel caso in cui si avvalga della possibilità di prestarla, utilizzando il capitale monetario rientrante (inizialmente creato dal nulla dallo stesso emittente) più gli eventuali interessi incassati a seguito del prestito stesso effettuato. Per approfondire la questione, consiglio di leggere gli articoli 100, 101 e 104.
Emozioni e karma 13. Le emozioni connesse con karma positivo, come per esempio la gioia, non le dobbiamo rilasciare, no? Perciò le proveremo sempre? Sì esatto. Esistono cariche emotive "positive" distorte nel senso di connesse alle illusioni ma questo non è karma positivo, ma karma negativo. Il karma positivo è quello puro, cioè basato su situazioni prive di paure o illusioni.
Prestiti ad interesse 12. Ma allora le banche anche con la riserva al 100% non potrebbero pretendere un interesse dal capitale prestato, giusto? La banca, con una riserva del 100%, sarebbe un puro intermediario e come ogni intermediario avrebbe un suo costo di commissione per coprire le spese di gestione. Avrebbe comunque un introito come pagamento del suo servizio di intermediazione, ma tale pagamento è una tantum sul prestito. E non è un prezzo della moneta, e nemmeno un profitto sulla moneta prestata, ma semplicemente un pagamento del servizio di intermediazione. La differenza pratica, al di là di quella concettuale, è che gli interessi sulla moneta prestata sono cumulabili, mentre il pagamento per il servizio di intermediazione è un semplice pagamento non cumulabile di un servizio. Prestiti ad interesse 11. Nell'art.101, ultimo paragrafo,scrivi: "..Quel profitto, invece, che deriva dalla cessione di Moneta e che non viene distribuito egualmente tra tutti i legittimi proprietari (tutti i membri della comunità che accetta la circolazione di tale misura del valore) non è un Vero Interesse, ma trattasi di Usura..". Con questo vuoi dire che anche il prestito di proprio denaro ad interesse non è corretto? Sì. Il denaro infatti, sebbene in proprio possesso, non è di propria proprietà (scusa il gioco di parole). La proprietà del denaro infatti è della collettività nel suo complesso, come spiegato negli articoli 100 e 101. Il singolo individuo può essere solo un "portatore" momentaneo di tale denaro, ossia un possessore. Per questo fondamentale motivo, anche il prestito ad interesse di denaro in proprio possesso non è logicamente corretto e giusto.
Linguaggio numerico 10. Non capisco bene cosa intendi con "linguaggio numerico" nell'art.100 . Intendo la capacità di distinguere la finitezza delle cose. Noi siamo abituati a considerare il numero come cifre: 1,2,3,4,5,ecc. . Queste cifre sono solo una rappresentazione grafica del numero. Esso è invece la definizione di un'essenza finita, delimitata. E dato che tutto nello spazio-tempo è per definizione limitato, tutto ciò che esiste nello spazio-tempo, a livello di essenza spirituale, cioè in quanto Spirito, comprende tale finitezza: comunica cioè in un linguaggio numerico.
Anticristo 9. Esiste una entità che rappresenta l'anticristo o si tratta solo di una forma-pensiero? Si tratta solo di una forma-pensiero eterica creata dagli esseri umani. Una forma-pensiero che si trova in prima dimensione, così come la forma-pensiero del diavolo: forme-pensiero quindi di natura radioattiva.
Virus Hiv 8. Qual è la forma-pensiero radice alla base del virus Hiv? E' la forma-pensiero della paura del sesso. Come già spiegato per altre forme-pensiero limitanti, questa è solo la forma-pensiero origine di tale problema, sulla quale poi se ne crearono molte altre affinché il virus si manifestasse. In quanto causa primaria, l'intento di rilasciare quella forma-pensiero eterica ed il connesso pensiero fisico supporterà automaticamente il rilascio di tutte le forme-pensiero e pensieri da essi derivanti.
Rilascio pensieri e forme-pensiero 7. Quando rilasciamo una forma-pensiero, ve ne sono altre che automaticamente subentrano o semplicemente esse diminuiscono? Noi rilasciamo nel nostro processo di crescita pensieri (fisici) e forme-pensiero (eteriche) non pure, cioè non magnetiche e basate sull'energia radioattiva, elettrica ed elettromagnetica. In questa fase abbiamo una mutazione delle forme-pensiero e dei pensieri contenuti nelle singole particelle: da pensieri e forme-pensiero non puri ai relativi pensieri e forme-pensiero di natura magnetica, cioè pensieri e forme-pensiero del proprio Spirito. Una volta rilasciate in toto queste energie distorte, inizia una seconda fase in cui vi è un progressivo affinamento degli stessi pensieri e forme-pensiero puri, affinamento che consiste in una comprensione sempre più profonda ed analitica di ogni singolo concetto contenuto nei pensieri e nelle forme-pensiero puri. Il rilascio di forme-pensiero o di pensieri di per sé non crea quindi una loro diminuzione, quanto una loro sostituzione con quelli puri dello Spirito all'interno delle medesime particelle.
Volontà, intento, desiderio e comando 6. Il concetto di volontà o intento che relazione ha con l'aspetto mentale e l'aspetto emotivo? Voglio dire, essendo una caratteristica dello Spirito è forse solo un aspetto mentale, dato che l'emozione è una caratteristica tipicamente spazio-temporale? Il concetto di volontà o intento comprende in sé, in un essere umano, sia una parte mentale sia una parte emotiva. A livello di Anima, invece, esso comprende solo un aspetto mentale in quanto l'emozione è una caratteristica della forma spazio-temporale. Sebbene finora nel materiale del sito abbia per semplicità utilizzato in modo indifferente i termini intento,volontà e desiderio per indicare la stessa cosa, potremmo ora specificare ulteriormente i termini al fine di chiarire questa distinzione tra aspetto emotivo e mentale della volontà. Possiamo dire che l'intento o volontà, in un essere umano, comprende sia un comando (aspetto mentale) sia un desiderio (aspetto emotivo). In un'Anima in quanto tale, al di fuori di spazio e tempo, comprende solo un comando (aspetto mentale). Sistema di chakra dell'Italia 5. Quali
sono i 12 chakra principali dell'Italia? Vedi sotto. Questo sistema di chakra è sempre rimasto tale sin dall'inizio dello spazio-tempo, a differenza dei 12 chakra terrestri che sono variati nel tempo (gli attuali 12 chakra principali della Terra li trovate nella D&R n.16 di Febbraio 2003).
Vero Amore 4. Come definiresti il Vero Amore? Penso che ci siano tanti modi per definire il Vero Amore, non solo uno, dato il gran numero di sfaccettature che esso comprende. Possiamo dire comunque che esso è emotivamente neutrale, pura estasi, privo quindi di illusioni o paure. Ciò non significa dire che non dà emozioni, bensì che esiste solo nel presente e non si manifesta come accumulo di emozioni passate (sono queste cariche emotive che si accumulano dentro una persona con il tempo che creano infatti paure ed illusioni), ma solo come emozione presente che in un breve lasso di tempo svanisce senza accumularsi nel corpo eterico emotivo e nella forma fisica.
Contatto tra cordoni eterici 3. Da cosa dipende che ci sia o meno un contatto tra cordoni eterici elettrici? Dipende dal rilascio di karma. In particolare, essendo i cordoni di soli elettroni, essi si respingono tra loro e per ciò i cordoni non si toccano mai solitamente. Il Regno Angelico, invece, per supportare il rilascio karmico degli esseri viventi, talvolta favorisce un contatto tra attaccamenti diversi al fine di disperdere energia elettrica dai cordoni. Tale energia dispersa in realtà non sparisce nel nulla, ma viene accumulata dagli angeli attraverso degli speciali accumulatori che vengono poi portati nell'Aurora al centro della Terra dove poi tale carica elettrica viene trasformata in energia magnetica e diffusa attraverso l'Aurora stessa.
Cordoni eterici (attaccamenti) 2. Rif.: art.93. Quando i legami si toccano noi perdiamo energia e che tipo di energia per ripristinare la differenza di potenziale? Elettrica vero? E questo è un bene? Quando i cordoni eterici si toccano creano una dispersione di carica elettrica, ma non di elettroni in sé e non quindi dell'informazione in essi contenuta. Tale dispersione di carica crea un differenziale di potenziale tra gli estremi del cordone che viene compensato prelevando carica elettrica presente nella forma fisica delle due parti, in una percentuale che dipende dal diverso potenziale dei due estremi che si viene a creare, il quale a sua volta dipende dalla direzione delle informazioni all'interno del cordone (es. se il 40% delle informazioni va da A a B, allora il 40% della carica elettrica dispersa verrà prelevata da A, mentre il 60% di conseguenza da B). E' un bene perché toglie energia elettrica dal piano fisico favorendo la divisione tra energia elettrica ed energia magnetica, dato che l'energia elettromagnetica fisica in tal modo diventa sempre più magnetica e sempre meno elettrica. Ma è un bene che è rischioso in quanto tali corti circuiti possono essere rischiosi per la forma e bruciarla attraverso una forte scarica elettrica. Per questo la griglia elettromagnetica necessita di aggiustamenti da parte del Regno Angelico, affinché nessuno sia danneggiato fisicamente da questi corto circuiti.
Griglie energetiche 1. Nell'articolo n.93 si parla di una griglia elettromagnetica. Esiste anche una griglia magnetica? Ed una elettrica? Sono eteriche o fisiche? Esista una griglia di natura eterica e di energia elettrica, che viene solitamente chiamata elettromagnetica in quanto, come detto nell'art.93, la sua esistenza è strettamente connessa all'energia elettromagnetica, un'energia quest'ultima fisica. Non esiste una griglia così intesa di natura magnetica in quanto nell'energia magnetica non esistono attaccamenti eterici.
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