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221.
Ego e Libertà
by Ambro
L’ego
è quel guscio che ci protegge dalla Luce o Spirito e rappresenta la
nostra personalità o maschera. Il nostro ego, ad esempio, contiene
molti pensieri limitanti legati al mondo che ci circonda, ossia degli
attaccamenti. Ma in realtà la nostra Anima non giudica il tipo di
esperienze vissute dalla forma, perché esse hanno lo scopo di far
apprendere nuove lezioni per l'evoluzione dello Spirito incarnato. Per
lo Spirito cioè, le nostre esperienze sono un mezzo e
non un fine. Gli individui spesso dimenticano questa differenza, e si
focalizzano sul mondo materiale, dimenticando che ciò che è veramente
importante è la propria interiorità.
Per tale motivo l’ego rappresenta il nostro velo di Maya, poiché non
ci fa vedere la realtà per come essa è. Lo Spirito infatti non giudica
il tipo di esperienza o condizione in cui si trova la forma, e quindi
osserva le varie esperienze con equilibrio e neutralità. E’ questa
una qualità che si incorpora man mano che si ascende. Il prendersi
troppo sul serio, invece, è una caratteristica tipica dell’ego, che
non accetta per definizione un qualcosa che contrasti col suo modo di
concepire la realtà, o al contrario si esalta quando ciò che avviene
conferma e permette di accrescere se stesso. Queste sono proprio le
forme di pensiero distorte che un essere in ascensione rilascia. Ciò
non porta ad un appiattimento emotivo, ma anzi permette di vivere gli
avvenimenti per quelli che sono, cioè delle sfide per mettere alla
prova se stessi e per evolvere: in altre parole in tal modo si comprende
appieno il gioco della vita.
Un tale lavoro su se stessi porta a sperimentare sempre più la vera
libertà. Il libero arbitrio è una facoltà insita nello Spirito, ed è
presente a qualsiasi livello, in quanto tutti gli individui hanno almeno
una scintilla divina, che permette loro di essere vivi, e di poter
crescere ed ascendere. Non bisogna dimenticare, infatti, che il livello
a cui ci si trova in un determinato momento è determinato
dall’individuo, e dai pensieri che decide di accettare, consciamente o
meno. E’ però vero che man mano che si ascende l’imprevedibilità
dello Spirito può manifestarsi sempre più. E’ proprio il vivere la
vita con equilibrio, infatti, e la mancanza di paure ed illusioni che
portano a manifestare direttamente la propria essenza divina.
Il lavoro di purificazione interiore è totalmente libero, tanto che le
anime non vengono giudicate alla fine della loro esperienza nello
spazio-tempo, in quanto per lo spirito ciò che conta è fare esperienza
ed apprendere nuove lezioni. L’anima, avendo scelto liberamente di
incarnarsi si impegna moltissimo e dà tutta se stessa, e questo è ciò
che conta per l’Assoluto, indipendentemente dai risultati raggiunti.
L’ego non va quindi giudicato negativamente, in quanto si forma a
seguito della caduta di consapevolezza e della mancanza di amore. E’
una protezione naturale che tutti gli individui ergono per preservare la
propria integrità. Il suo rilascio infatti dev’essere intrapreso con
una parallela crescita spirituale, in modo da non creare dei buchi nei
propri corpi eterici, che porterebbero ad essere manipolati dalle entità.
Il processo di autoanalisi porta proprio all’eliminazione graduale
dell’ego genetico e biologico, anche se non tutto l’ego può essere
eliminato consapevolmente, in quanto è molto difficile da riconoscere.
A questo fine si può chiedere il supporto dell’assoluto utilizzando
la preghiera del Padre Nostro ed il Gayatri Mantra. Non deve sorprendere
che tali metodi siano complementari (ossia l’autoanalisi e la
preghiera) in quanto rappresentano i metodi della Via dell’Emozione e
della Via della Devozione. La complementarità delle 4 vie
dell’ascensione descritte a partire dall’art.194,
si ha proprio perché il fine di tali vie è sempre lo stesso:
avvicinarsi sempre più all’Assoluto.
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