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210.
Le 4 fasi dell'Essere nell'Avere
by Dani
Sia
sui Piani di Luce sia nello spazio-tempo esistono 4 fasi di crescita ed
evoluzione dell'Essere mentre è "incarnato" nell'Avere. Nei
Piani di Luce, lo Spirito (Essere) si "incarna" nella sfera
spirituale dell'Anima (Avere); nello spazio-tempo, lo Spirito (Essere)
si incarna nella forma spazio-temporale (Avere).
Esistono
vari modi per misurare l'evoluzione di una data energia (che sia Essere
o Avere o Essere nell'Avere). Abbiamo finora visto, nel nostro
materiale, un sol modo (non misurabile sensorialmente) per misurare il
livello di ascensione di una forma spazio-temporale: la misurazione del
numero di coppie di basi azotate attivate nel Dna. Questa misurazione è
esclusivamente spazio-temporale, e non ha alcun significato nei Piani di
Luce. E' una misurazione dell'Essere nell'Avere spazio-temporale.
Le
4 fasi sopra accennate sono invece una misurazione del livello di
ascensione (livello di "incarnazione" dell'Essere) non solo di
una forma (Avere) spazio-temporale ma anche di una forma (Avere)
spirituale (sfera spirituale dell'Anima). E' una misurazione non
numerica bensì concettuale. Vediamo quindi queste quattro fasi.
Non
appena un Essere entra in contatto con un Avere, quest'ultimo prende
Vita. Fino ad allora, l'Avere è pura forma senza Vita, è forma morta
dal punto di vista non solo spirituale ma anche puramente formale.
L'Essere, d'altra parte, fino a quel momento è pura essenza di Luce
mescolata nel Tutto finito (Anima Padre). L'Essere prende una propria
individualità solo nel momento in cui entra in contatto e si fonde con
l'Avere.
Dire
che l'Avere prende Vita significa dire che l'Avere acquista dinamicità,
ossia il suo stato non è più statico ma diviene dinamico. Tale
passaggio avviene poiché, grazie all'influsso dell'Essere, anche
l'Avere inizia a prendere coscienza di sé: l'Avere diviene una
individualità non solo formale, ma anche sostanziale. Tale presa di
coscienza di sé la definiamo Credenza, poiché le informazioni che
permettono all'Avere di comprendere se stesso e di autodefinirsi
rispetto a ciò che è diverso da sé sono informazioni che non sono
dell'Avere, ma sono dell'Essere. Dal punto di vista dell'Avere sono
cioè informazioni credute. La prima fase dell'Essere nell'Avere
consiste nel Credere. Chi crede non è l'Avere, che è solo
forma, ma è l'Essere nell'Avere: tuttavia quell'Essere che è
nell'Avere ha dimenticato ciò che sapeva quando era puro Essere,
poiché la forma finita dell'Avere rende quell'Essere nell'Avere
distaccato da tutto il resto dell'Essere, perdendo quindi coscienza
della conoscenza del Tutto (Sapere), o meglio di Tutto ciò che E'.
Tuttavia
il Credere indica solo il fatto che l'Essere nell'Avere ha delle
informazioni credute dentro di sé. Queste informazioni
"personali" non vengono tuttavia percepite dall'Essere
nell'Avere in questione come informazioni vere in quanto tali, per il
semplice motivo che non ha ancora informazioni altrui con cui
confrontarsi. Non c'è cioè altra fonte di informazione oltre la
propria che permetta l'esistenza dell'alternativa Credere o Sapere. In
tal senso si può dire che il semplice Credere della prima fase è
costituito da informazioni subconscie, poiché l'essere conscio
di un'informazione presuppone l'esistenza di una fonte di informazioni
che permetta alle proprie informazioni di distinguersi, di essere
delimitate dal resto. L'Essere nell'Avere, nella prima fase, è conscio
di sé in quanto individualità, quindi, ma non delle informazioni che
costituiscono tale individualità.
Una
volta presa coscienza di sé l'Essere nell'Avere, desideroso di
comprendere meglio se stesso, inizia a porsi domande. E' in questa fase
che si sviluppa nell'Essere nell'Avere una prima forma di razionalità.
E' una forma primordiale di Mente, ma che non è ancora Mente logica
bensì solo razionale (o ragionata): una Mente cioè che indaga se
stessa ma che non è ancora riuscita a creare associazioni di pensiero
causali tra le informazioni che risultano dal proprio ragionare. Nella
prima fase invece, quella del Credere, non esisteva ancora una attività
mentale dell'Essere nell'Avere bensì solo incorporazione passiva di
informazioni al fine di creare una prima forma di individualità
dell'Essere nell'Avere.
Questa
Mente razionale, nel suo indagare, permette all'Essere nell'Avere di
prendere sempre più coscienza delle informazioni che prima erano
subconscie e che costituiscono il proprio Credere. In questa fase la
Mente razionale prende coscienza delle proprie informazioni grazie alla
riflessione su ciò che è esterno da sé. L'Essere nell'Avere supera la
prima fase di isolamento dal resto (fase autistica) ed inizia una
primordiale vita sociale (fase sociale) attraverso come detto una
riflessione sulle cose esterne da sé.
Poiché
in questa seconda fase le proprie informazioni vengono finalmente
comprese dall'Essere nell'Avere come proprie, si crea nella sua Mente
una prima forma del concetto di Verità, per distinguere cioè le
proprie informazioni che costituiscono la propria visione del mondo da
quelle altrui. E' chiaramente una Verità soggettiva, poiché nata non
da una reale conoscenza dell'Essere bensì da una conoscenza dell'Essere
nell'Avere. In quanto tale, quest'ultima conoscenza è limitata nella
propria visione dai limiti della forma stessa dell'Avere che permette di
avere una prospettiva molto limitata, vedendo solo un aspetto della
realtà: quello percepibile dalla limitazione spaziale e temporale della
forma stessa. Questa Verità soggettiva è quindi un Sapere, dal punto
di vista dell'Essere nella forma, che essendo però soggettivo è un Credere
di Sapere.
Man
mano che l'Essere nell'Avere aumenta sempre più il proprio Credere di
Sapere, ossia le informazioni sulla realtà soggettiva di cui prende
coscienza, si fa strada sempre più dentro di sé il desiderio di
ottenere una convalida di queste informazioni. Dapprima questa convalida
viene cercata fuori di sé. Tuttavia risulta impossibile all'Essere
nell'Avere di avere certezza che le fonti esterne siano veritiere o
meno. Dopo un'analisi delle fonti esterne ed un confronto con le proprie
informazioni, ne consegue una razionale incapacità di creare una
classificazione assoluta delle diverse fonti di informazioni, propria ed
altrui. L'unico modo per l'Essere nell'Avere di uscire da questa impasse
è affidarsi irrazionalmente ad una fonte e prenderla come vera in modo
oggettivo. Tuttavia, essendo razionale, la Mente dell'Essere nell'Avere
non accetta tale irrazionalità propria solo del Credere, ossia della
prima fase di evoluzione dell'Essere nell'Avere. E quindi razionalmente
dà fiducia alla propria verità soggettiva non ergendola come verità
oggettiva, bensì ponendola allo stesso livello di tutte le altre.
Comprendendo però razionalmente ed anche logicamente che debba pur
esistere una verità ultima o Causa Prima, allora l'Essere nell'Avere
accetta la propria incapacità di conoscere la Causa Prima di Tutto e
così facendo assume un atto di Fede (conscio o inconscio,
vedi anche art.141) nell'esistenza e
nella conoscenza di un Assoluto. E' tale atto di Fede che permette
all'Essere nell'Avere non più di Credere, ma di Sapere. E tuttavia tale
Sapere, essendo soggettivo, è in quanto tale un Sapere di Credere.
Tuttavia
l'Essere nell'Avere desideroso di evolvere diviene col tempo consapevole
che il Sapere di Credere non è sufficiente. Vuole di più. Vuole
prendere coscienza di quella Verità oggettiva della cui esistenza è
già cosciente. Prende coscienza che per Sapere deve eliminare il
proprio Credere: inizia così un percorso di eliminazione del proprio
Credere che porta al "sapere di non sapere". Solo una volta
raggiunto tale "sapere di non sapere" in modo integrale allora
l'atto di Fede non è più relativo al proprio Sapere di Credere, ma
diviene assoluto ossia riguardante tutta la conoscenza soggettiva,
propria ed altrui. Infatti solo quando si elimina la possibilità che la
verità soggettiva altrui possa essere oggettiva allora si dimostra di
Sapere (atto mentale logico) che solo l'Assoluto può conoscere la
verità oggettiva.
La
Mente dell'Essere nell'Avere inizia quindi ad essere usata non più solo
in modo razionale (Credere di Sapere), né sia in modo razionale che in
modo logico (Sapere di Credere), ma solo in modo logico (Sapere).
Si abbandona cioè ogni razionalità che non conduca ad una Causa
Prima.
La
prima fase è la fase dell'Ignoranza.
La
seconda fase è la fase della Razionalità.
La
terza fase è la fase della Cultura.
La
quarta fase è la fase della Logica.
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