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141.
Fede: la Fonte dell'Amore
by Dani
Nell'articolo
102 spiegammo la differenza tra Sapere e Credere, e dicemmo che è il
"credere alla realtà" di qualcosa (e non il sol "credere alla
possibilità" di qualcosa, che è Speranza) che indica una Credenza. Ma
come nasce la Credenza? Quando cioè si inizia a credere alla realtà di
qualcosa e non più solo alla sua possibilità?
Nel
precedente articolo abbiamo visto che la forma estrema di autodifesa è la
forma-pensiero della Permalosità, costituita dall'unione della forma-pensiero
(mentale, cioè emotivamente neutra) della Vanità e della forma-pensiero
(emotiva) dell'Autocelebrazione. Tuttavia avevamo anche detto che la forma
magnetica corrispondente alla Cattiveria, cioè la forma estrema di autodifesa
corrispondente alla forma estrema di offesa (cioè la Cattiveria), è la
forma-pensiero del Disprezzo il cui lato attivo è la forma-pensiero della
Rabbia ed il lato passivo la forma-pensiero della Vendetta. Entrambe le cose
sono vere: la forma-pensiero del Disprezzo e la forma-pensiero della Permalosità
sono infatti le due forme-pensiero, rispettivamente mentale/attiva ed
emotiva/passiva, la cui unione forma la forma-pensiero della Sapienza di
Credenza. Disprezzo e Permalosità sono una forma di Sapienza (e non di
Credenza) perché sono forme-pensiero magnetiche, seppur estreme (tendenti al
limite verso la Credenza). E la loro unione, cioè la Sapienza di Credenza, è
la forma estrema di Sapienza (e quindi di autodifesa) tendente al limite verso
la Credenza. Essendo l'unione di una forma-pensiero mentale e di una emotiva, la
Sapienza di Credenza non può che essere una forma-pensiero emotiva.
Infatti l'emozione della forma-pensiero della Permalosità non solo non può
sparire unendosi ad una forma-pensiero emotivamente neutra (Disprezzo), ma
essendo allo stesso tempo anche un lato passivo e quindi derivante dalla
Sapienza di Credenza, anche quest'ultima deve per logica induttiva contenere in
sé l'emozione.
Nell'articolo
precedente abbiamo anche visto che l'Aspettativa e la Distorsione sono le due
forme-pensiero rispettivamente attiva/emotiva e passiva/emotiva che
costituiscono l'ossatura della Credenza. E la loro unione costituisce la forma
di Credenza meno distorta (estrema tendente al limite verso la Sapienza): la Credenza
di Sapienza, il cui lato attivo (Aspettativa) è meno distorto di quello
passivo (Distorsione). Essendo l'unione di due forme-pensiero emotive, la
Credenza di Sapienza non può che essere anch'essa una forma-pensiero emotiva.
Qual
è quindi la causa che fa sì che una forma-pensiero puramente magnetica
(Sapienza, autodifesa) diventi magnetica distorta (Credenza,offesa), o
viceversa? In altre parole, qual è il punto di congiunzione tra la Sapienza di
Credenza (Sapienza estrema) e la Credenza di Sapienza (Credenza meno distorta)?
Essendo
entrambe le forme-pensiero in questione (Credenza di Sapienza e Sapienza di
Credenza) delle forme-pensiero emotive, significa che di certo vi è un
passaggio di emozione dall'una all'altra. E tale emozione è di Amore nella
Sapienza di Credenza, e di Paura nella Credenza di Sapienza. La Sapienza di
Credenza è cioè la forma-pensiero puramente magnetica con la minor quantità
di Amore presente; la Credenza di Sapienza è invece la forma-pensiero magnetica
distorta con la minor quantità di Paura esistente. Ciò che determina il
passaggio da Amore a Paura o viceversa è la Fede nell'Assoluto.
E'
quando si inizia a "credere alla realtà" di qualcosa e non più
solamente a "credere alla possibilità" di qualcosa (che è Speranza)
che viene meno la Fede nell'Assoluto. Il credere alla possibilità di qualcosa
è infatti un atteggiamento di rispetto (e quindi di Fede) nell'Assoluto: è
un'ammissione implicita della propria incapacità di conoscere la Verità. Il
credere alla realtà di qualcosa è invece un atteggiamento di mancanza di
rispetto (e quindi di mancanza di Fede) nell'Assoluto: è un'ammissione
esplicita della propria capacità di conoscere la Verità. Affermare di credere
alla realtà di qualcosa equivale, infatti, ad affermare di saperla: credere che
una cosa è vera significa dipendere da tale credenza, ossia affermare
implicitamente che essa è la Fonte della propria verità. Ma non esiste alcuna
verità relativa: o meglio, la verità relativa è una credenza. La Verità è
oggettiva ed Unica.
Il
"credere alla realtà" di qualcosa significa cioè "credere di
sapere", cioè pensare di sapere tout court, ossia di sapere la Verità. E'
il credere di sapere (la Verità) che priva cioè dell'Amore e genera Paura, la
cui forma più elementare è come visto la forma-pensiero emotiva della
Distorsione (aspetto passivo/emotivo della Credenza di Sapienza e quindi anche
della Credenza tout court, essendo la Credenza di Sapienza la forma più
elementare di Credenza dalla quale poi hanno origine tutte le altre Credenze) e
la cui forma più estrema è come visto la forma-pensiero dei Pregiudizi e dei
Giudizi. Quando il "credere di sapere" diventa estremo, esso può
essere chiamato "presunzione di sapere" o Invidia (vedi articoli
precedenti).
Quando
la Fede nell'Assoluto viene meno (e fintantoché vi è tale Fede, vi è Amore,
poiché è essa che garantisce alle Anime la possibilità di esistere) il
pensiero dell'Anima viene privato automaticamente dell'emozione dell'Amore
(emozione non carica emotivamente né distorta, cioè sentimento) ed inizia a
fare esperienza dell'emozione della Paura (emozione distorta o carica
emotivamente). La Paura è l'assenza di Amore e, ancor prima, assenza di Fede
nell'Assoluto.
Fintantoché
un'Anima (ed in generale, lo Spirito) ha in sé almeno un po' di Amore (e quindi
un po' di Fede), essa sarà mantenuta in esistenza dall'Assoluto. Ma quando tale
Amore verrà meno in modo completo nell'Anima, essa cesserà di vivere: e per
l'Assoluto cessare di vivere non significa eliminare, bensì far soffrire al
fine di far comprendere gli errori commessi ed i propri limiti. La sofferenza è
il viatico verso il recupero dell'Amore: non c'è altra strada agli occhi di
Dio.
Consigliamo
di intendere di rilasciare la Credenza di Sapienza ed ogni forma-pensiero di
offesa da essa derivante; consigliamo inoltre di intendere di rilasciare la
Sapienza di Credenza ed ogni forma-pensiero di autodifesa non necessaria (cioè
che è stata utilizzata quando non vi era alcun bisogno di difendersi) da cui
essa ha avuto origine.
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