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213. Integrare le Polarità - Accettazione ed Intervento
by Fuoco Adamantino

 

Salve, amici.

 

Voglio darvi il benvenuto a questo ulteriore appuntamento con la serie di scritti “Integrare le Polarità”, continuando le nostre riflessioni su un argomento che ho scelto di inserire, poiché ritengo abbia dei connotati di praticità che possano supportare la crescita reciproca: ciò riguarda la necessità di equilibrare, nell’esperienza vitale, due atteggiamenti che possono creare squilibri all’individuo umano tra il modo di concepire la realtà e di viverla.

 

Questi due atteggiamenti, che ho deciso di prendere oggi in considerazione, sono diametralmente opposti, ma complementari e ritengo, pertanto, importante meditare su una possibile risoluzione di equilibrio in merito: quante volte, infatti, nella nostra vita, possiamo esserci resi conto di avvertire emozioni conflittuali riguardo, magari, ad un problema o ad una situazione spiacevole e ci siamo ritrovati poi, di conseguenza, di fronte ad un bivio per trovarne una possibile soluzione?

 

In questo articolo, ai due vertici opposti del bivio, ho posto, come premesso dal titolo, l’accettazione e l’intervento, come possibili vie d’uscita all’ostacolo trovato sul cammino.

Intendo, ora, spiegare cosa intendo coi due termini accettazione ed intervento, all’interno dell’ambito preso in considerazione: con l’espressione “accettazione” si intende, in questo materiale, la tendenza ad abituarsi al problema senza voler ricorrere a nessun intervento esterno (e ciò presume, di conseguenza, la scelta di compiere un lavoro di introspezione ed analisi su sé stessi, volto ad accettare attivamente l’ipotetico problema senza intervenire, o la semplice accettazione passiva), mentre con l’espressione “intervento” si intende, sempre in questo materiale, la tendenza a ricorrere ai ripari riguardo ad un presunto problema che si è scelto, per vari motivi, di non accettare (e ciò presume, di conseguenza, la scelta di compiere un lavoro di introspezione ed analisi su sé stessi, volto a meditare una soluzione attiva da manifestare riguardo all’ipotetico problema, o la semplice reazione istintiva, con passività di meditazione).

 

Quanto appena detto, voglio essere chiaro che è il più possibile esente da giudizi e da discriminazioni, poiché nessuno dei due atteggiamenti è comunque sbagliato a priori e bisognerebbe conoscere l’ipotetico problema a fondo prima di capire se la soluzione relativa migliore fosse di tipo accettativo o reattivo, anche se ci sono occasioni in cui l’una possa dimostarsi spiritualmente migliore per tutti; poi, è bene ricordare di nuovo che l’individuo interessato dal problema, il quale ne viene influenzato sia nel vivere la propria Realtà interiore, che nel vivere la propria Realtà esteriore, è comunque libero di scegliere come comportarsi di conseguenza.

 

Altra cosa da non sottovalutare, è che entrambi gli atteggiamenti possiedono, relativamente al concetto di crescita o evoluzione personale, due risvolti bi-polari attivi e passivi, come fatto notare nelle definizioni fornite in alto: infatti, sia che si decida di accettare il problema senza intervenire, o di intervenire riguardo al problema non potendolo accettare, si ha la possibilità di compiere deliberatamente le meditazioni che portino, in un secondo tempo, alla decisione (ed entrambe le scelte sono, in questo caso, di tipo attivo riguardo alla crescita personale conseguita), mentre, se si decide di accettare o di intervenire riguardo al fattore esterno causante conflittualità interiore ed esteriore, senza compiere le adeguate meditazioni in merito all’una delle due scelte, riguardo alla crescita personale ne deriverà un atteggiamento passivo, proprio perché verrebbe meno la considerazione del problema vissuto come incentivo all’evoluzione (ma non c’è giudizio a priori neanche in questo).

 

Un' ulteriore meditazione che vorrei, però, proporvi riguardo a queste due tendenze opposte, è l’origine genetica di tali modi di pensare e comportarsi: infatti, mentre la tendenza all’accettazione ed al non-intervento caratterizzano generalmente gli individui più riflessivi (quindi, classicamente più mentali, magari per preponderanza di genetica pleiadiana nei propri DNA eterico, fisico e spirituale), la tendenza all’intervento ed alla reattività caratterizzano generalmente gli individui più istintivi (quindi, classicamente più emotivi, magari per preponderanza di genetica siriana nei propri DNA eterico, fisico e spirituale), sempre vedendo entrambi gli atteggiamenti come opposti polari e non a priori più giusti l’uno dell’altro; a tale proposito, vorrei pertanto invitare gli eventuali lettori, qualora sentano di desiderarlo per la propria crescita e per sviluppare la Consapevolezza e l’Amore, che li portino a vivere in maniera più equilibrata con sé stessi e con gli altri, di meditare su quale dei due tipi di pensiero menzionati sia preponderante in sé stessi, al fine di armonizzarne la presenza col relativo opposto polare in questione: chi si renda conto di essere generalmente più mentale, desideri quindi, qualora lo volesse, di divenire anche emotivo (istintivo) e chi si renda conto di essere generalmente più emotivo desideri quindi, qualora lo volesse, di divenire anche mentale (riflessivo).

 

Concludo questo scritto, fornendovi la consueta meditazione per il rilascio del karma negativo connesso agli argomenti trattati, invitandovi questa volta a rilasciare le cariche emotive distorte, le programmazioni di pensiero, le manipolazioni karmiche, energetiche ed informative, le predisposizioni egoiche, le false credenze e tutte le forme-pensiero e le energie distorte possibilmente presenti in voi stessi, che possano avervi portato sino ad oggi a vivere in maniera squilibrata le situazioni conflittuali di cui avete fatto esperienza, magari essendovi dimostrati troppo disposti ad accettare, o troppo inclini ad intervenire fuori luogo.

 

Qualora sentiate, poi, il bisogno di un aiuto extra-corporeo per prendere le decisioni che siano in equilibrio col vostro Sé Superiore, che avete magari scelto di co-creare nell’esperienza vitale, chiedete pure la benedizione ed il sostegno del vostro Spirito, della Madre Terra, degli Angeli e di Dio Padre/Madre/Figlio, affinché possiate manifestare scelte equlibrate per voi stessi e per gli altri e per ristabilire l’Armonia tra la vostra e l’altrui Realtà interiore ed esteriore.

 

Un dolce augurio di Pace e Grazia a tutti i membri della Famiglia Spirituale!

 

Fuoco Adamantino

 

 

 

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