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210.
Integrare le Polarità - Ego e Spirito
by Fuoco Adamantino
Salve,
amici.
Con
questo scritto inizio una serie di articoli concatenati, che ho deciso
di intitolare “Integrare le Polarità”, ognuno dei quali avrà nel
titolo questa espressione, seguita dall’argomento specifico che sarà
poi trattato al suo interno.
Il
primo argomento, pertanto, che mi interessa affrontare in questo primo
articolo è, appunto, il confronto tra
l’Ego e lo Spirito,
le cui conflittualità vissute per raggiungere uno stato di equilibrio
sono all’ordine del giorno per gli Operatori
di Luce in modo particolare, proprio per il fatto che questi ultimi
hanno scelto consapevolmente di vivere nella propria esperienza fisica
le situazioni e le vicende che li avrebbero portati a rendersi conto dei
propri limiti e delle
proprie distorsioni da
rilasciare (di intento, di comportamento
e di pensiero), pur tenendo
conto che queste ultime non sono da vedere con giudizio:
in effetti, ognuno di noi ha in sé alla nascita dei pensieri,
dei comportamenti e degli intenti
non basati su energie
e forme-pensiero neutre
(ossia, non su Amore
Incondizionato), molto spesso derivanti dal proprio
lignaggio genetico (dal karma
genetico che ereditiamo alla nascita dai nostri antenati)
o proprio da sé stessi, ma che possono essere cambiati con la libera
scelta di rilasciare le tendenze che si riconoscesse non essere in
equilibrio coi presupposti del proprio
Spirito (il quale desidera, invece, soltanto amare
il prossimo e vivere in
innocuità, proprio perché riconosce la familiarità altrui).
A
monte di quanto sinora detto, potremmo perciò definire l’Ego
come l’insieme di tutte le credenze,
le forme-pensiero distorte,
le paure, le false
convinzioni e le limitazioni
di pensiero che non permettono allo Spirito
di esprimersi in maniera pura nella forma, ossia non su Amore
Incondizionato, ma su separazione,
che sappiamo invece essere una prerogativa dell’Ego
e della Forma, che inducono
l’individuo a crearsi una identità fisica (molto spesso rigida) sulla
base di credenze personali
e soggettive, le quali
non rispecchiano la Consapevolezza
spirituale che la forma potrebbe, invece, incorporare.
Infatti,
la Consapevolezza (che
presuppone anche il riconoscimento
di sé) è una dote dello Spirito
(non dell’Ego, che
si basa sulla paura, intesa
come assenza di amore),
ossia della propria essenza vivente sui Piani
di Luce, che è in fase di continua evoluzione, sia durante la
connessione con la forma fisica
e con le esperienze di uno
o più individui (questo riguarda soprattutto le Anime,
ossia gli Spiriti
individualizzati), sia durante la fase di non-connessione con la forma
fisica, proprio perché lo Spirito
è immortale e vive aldilà di Spazio/Tempo,
evolvendo su altri piani di esistenza (Mondi
Spirituali, Regni Angelici
e Piani di Luce).
Ora,
con quanto sinora asserito, non intendo affatto che quanto vissuto
nell’esperienza vitale sia inutile e superficiale o soltanto egoico,
poiché ritengo, invece, che lo scopo della vita sia molto più
spirituale di quanto convenzionalmente la società
e la cultura moderna
da una parte (che vediamo essere più accentrate sul materialismo)
e le religioni e le tradizioni
spirituali da un’altra (generalmente più accentrate sulla spiritualità
e sul distacco dalla
materia) hanno sinora ritenuto: infatti, chi si interessa di
Spiritualità sa bene di essere un’essenza spirituale in un corpo
materiale (dotato, ovviamente, di emozioni,
intelletto e percezioni
sensoriali), ma non per questo bisogna disprezzare le esperienze
fisiche e sottovalutare o trascurare la propria natura umana,
ritenendola a priori egoica (a monte di pre-giudizi,
pertanto); vedete, in passato alcune tradizioni spirituali hanno
insegnato che fosse bene trascurare la propria umanità per dedicarsi
solo alla spiritualità, ma ritengo che tutto ciò sia un eccesso
opposto al materialismo,
mentre invece nell’ascensione ci si prefigge di integrare le
polarità e di vivere l’equilibrio in tutti gli aspetti della propria
esistenza: fisica e spirituale.
E’
comunque ovvio, però, che quanto qui scritto non è neanche un invito
al materialismo (inteso
come eccesso) ed alla vita
egoica, ma è invece un suggerimento dato con lo scopo di aiutare a
stabilire in sé stessi la pace per chi, eventualmente, sentisse lo
slancio ad avvicinarsi alla spiritualità, ma fosse rimasto deluso
dall’osservare il modo di vivere che molto spesso si è insegnato agli
individui intraprendenti la vita spirituale, pur tenendo conto che le
esperienze da loro vissute rispecchiavano, appunto, le credenze
che essi nutrivano in buona fede in sé stessi, pur se magari
eccessivamente distanti da un paradigma di vita per così dire
“dignitoso” (quali il celibato forzato, l’eccessiva povertà,
l’astinenza sessuale, ecc..).
Ritengo,
pertanto, che avere un Ego
(ossia proprie credenze, convinzioni
e modi di pensare) non sia
di per sé un male, ma che sia invece necessario all’individuo per
esprimersi nell’esperienza fisica come meglio desidera e che
quest’ultimo, qualora l’individuo abbia raggiunto con la meditazione,
l’introspezione e l’auto-analisi
un buon controllo su di sé ed un buon riconoscimento di sé (o Consapevolezza),
non rechi problemi a chi desidera percorrere un percorso spirituale
interiore, all’interno del quale ci si può dedicare anche alle
proprie esigenze (sia materiali, che affettive, che intellettive), in
maniera equilibrata con la crescita spirituale desiderata: in poche
parole, più che reprimere l’Ego,
credo basti contenerlo, riconoscendone le distorsioni
e cercando di rilasciarle gradualmente, una volta pronti.
Perciò,
qualora vi rendiate consapevoli di nutrire in voi stessi forme-pensiero
estremamente polarizzate riguardo al vostro modo di concepire la realtà
spirituale, che vi portino magari a relazionarvi con la vita quotidiana
e con le esperienze materiali in modo conflittuale (a causa di un
probabile atteggiamento di Idealismo
intransigente), vi invito a rilasciare, qualora lo vogliate, tutte le forme-pensiero,
le energie distorte, le false
convinzioni, le credenze
e le cariche emotive
distorte (legate alla sofferenza esperite) connessi a tale paradigma di
pensiero, chiedendo magari al vostro Spirito, agli Angeli, alla Madre
Terra ed a Dio Padre/Madre/Figlio di inviarvi nuove forme-pensiero
ed energie neutre a
riguardo.
Molte
care benedizioni per l’Equilibrio a cui aspirate!
Fuoco
Adamantino
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