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Intento vs. Intenzione
by Dani
Riteniamo utile
in questo articolo distinguere il concetto di Intento da quello di Intenzione.
Siamo soliti, nel nostro materiale, parlare di Intento come sinonimo di
Volontà: esso rappresenta il potere creativo dello Spirito. L'Intenzione,
invece, è una caratteristica puramente umana, non spirituale. Spieghiamo meglio.
Come già
detto, Dio è pura Mente e di conseguenza ogni essenza spirituale (creata da Dio
ed allo stesso tempo parte di esso) è allo stesso modo pura Mente. Solo
l'esperienza spazio-temporale permette di vivere l'Emozione e quindi anche lo
Spirito incarnato fa esperienza dell'Emozione. Ogni Spirito, quindi, nell'Essenza
(Mente) è uguale a Dio, nel senso che il tipo di energia costituente
(Spirito-Mente, ossia energia magnetica) è la medesima. La caratteristica
vitale dello Spirito è la Volontà (o Intento),
che è il mezzo (metodo) attraverso cui lo Spirito vive e quindi
apprende, fa esperienza ed evolve sia nei Piani di Luce sia nello spazio-tempo.
Lo Spirito, di
per sé, non ha alcun fine. Il motivo (o fine, o scopo), infatti, è sottostante
sempre e solo ad una parola o ad una azione, ossia ad una espressione
spazio-temporale emotiva.
Ogni Spirito
nella Sostanza (tipo di energia spirituale) è invece diverso da Dio, nel
senso che il tipo di frequenza dell'energia spirituale è diversa. In
particolare, in Dio tale frequenza è infinita, mentre nelle singole Anime
(Spiriti individualizzati) dipende dal livello evolutivo dell'Anima stessa. In
una forma spazio-temporale, grazie ai sensi fisici, si crea naturalmente il Piacere
(attraverso appunto i sensi fisici, ossia i sensi del piacere), che nel suo
stato emotivo non distorto (emozioni non distorte non derivanti da paure o
illusioni) è direttamente proporzionale al livello di frequenza dell'energia
spirituale incarnata. Il Piacere tuttavia è un senso esteriore, nel
senso che il suo soddisfacimento dipende dall'ambiente in cui si vive e dagli
esseri con cui si entra in contatto.
Quando tuttavia
un essere umano evolve incorporando sempre più Spirito dentro di sé, si crea
un nuovo senso: il senso del Dovere. Tale senso è connaturato all'essere
umano (in quanto la scintilla divina è sin dalla nascita dentro di sé)
tuttavia solo man mano che si evolve spiritualmente tale senso spirituale
diviene naturale e non basato su credenze culturali, religiose o personali. Esso
lo si può considerare l'ottavo senso umano e l'unico di natura puramente
spirituale. I 7 sensi di natura umana sono i 5 sensi fisici ed i 2 sensi eterici
(intuizione, creatività). Il Dovere è un senso interiore, nel senso che
il suo soddisfacimento non dipende (a differenza del Piacere) dall'ambiente in
cui si vive e dagli esseri con cui si entra in contatto, sebbene l'applicazione
di tale senso del Dovere riguardi anche l'ambiente e gli altri esseri
stessi (Doveri verso gli altri).
In una forma
spazio-temporale con pensieri ed emozioni distorte, la soddisfazione dei
sensi non è più un mezzo per vivere e progredire, ma diventa un fine.
E trasformando il mezzo in fine, si perde la consapevolezza di quale sia il
metodo (mezzo) per vivere bene e progredire. E tale metodo è la Volontà
(Intento) di progredire, evolvere o ascendere. I sensi rappresentano solamente
la manifestazione spazio-temporale di tale metodo spirituale, ossia della
Volontà. Gli 8 sensi di cui sopra non sono altro che mezzi spazio-temporali per
evolvere.
Quanto conta
quindi l'Intenzione? Essa conta solamente nella distorsione, ossia nella
polarità, in cui il fine (Intenzione) può essere buono o cattivo, privato o
pubblico, giusto o sbagliato, ecc. Per lo Spirito, invece, ed anche per lo
Spirito incarnato, non esiste alcuna Intenzione: ciò che conta è solamente
l'Intento. In altre parole: nello Spirito l'Intenzione (fine) è contenuta
nell'Intento (mezzo), e non esiste per esso quindi un fine che sia dissociato
dal mezzo. E ciò spiega come l'Intento, in quanto strumento spirituale, non
possa essere utilizzato per un fine diverso da quello evolutivo, che è il fine
connaturato nel concetto di Intento stesso.
Dovere e
Piacere sono entrambi importanti, ma in quanto strumenti (mezzi) per evolvere e
non in quanto scopi finali (fini). E tuttavia la priorità spetta al
soddisfacimento del senso spirituale, ossia al senso del dovere. Come dire che
il vecchio proverbio "prima il dovere, poi il piacere" è un buon
esempio di vera saggezza popolare.
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