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5. Il Karma
Esiste
by Dani
Come posso dimostrare che il karma esiste ? Allora,
partiamo dal funzionamento del pensiero. Se io penso di essere ricco, allora
penso di esserlo. Se io penso di essere povero, allora penso di essere povero.
Io dimostro nella realtà quello che penso. Ciò non significa che quello che
penso lo vivo subito nella realtà (cioè che se penso di essere povero allora
lo divento subito) ma che pensando qualcosa allora mi influenzo in quella
determinata direzione. E' il pensiero che crea la realtà. Se non fosse così,
allora pensando qualcosa non influenzeremmo noi stessi. E gli altri allo stesso
modo non ci influenzerebbero con i loro pensieri.
Chi ha creato tutto ciò che vediamo attorno?
Chiunque l'abbia creato, prima di averlo creato nella realtà l'ha pensato. L'ha
pensato e ci ha ragionato. O comunque qualcuno ha pensato ed ha influenzato un
altro a farlo. E' quindi chiaro che è il pensiero che crea la realtà, anche se
il tempo tra il pensiero e la creazione varia molto a seconda del pensiero e
della persona. Ad esempio se penso di prendere la penna sul tavolo, allora posso
prenderla subito, e quindi creo molto velocemente. Se sto guardando la TV e
penso di andare a fare la spesa al negozio vicino casa, creo un po' più
lentamente perché ci sono molti altri pensieri che devo manifestare prima di
arrivare al negozio: prendere il telecomando, premere il pulsante per spegnere
la TV, appoggiare il telecomando, alzarmi dal divano, procedere verso la porta,
prendere le chiavi di casa, prendere il portafoglio, ecc… Per ogni singola
azione che compiamo, vi sono uno o più pensieri che portano a manifestare
quella azione, cioè quella realtà.
E' quindi chiaro che è il pensiero che crea la
realtà. Ora, detto questo, ragioniamo un attimo. Perché esistono persone
ricche, persone povere, persone simpatiche, persone antipatiche, persone in
salute, persone handicappate, persone belle, persone brutte, ecc.? Perché
esistono tutte queste differenze? Se è vero che è il pensiero che crea la
realtà, allora significa che tutto ciò che abbiamo vissuto e viviamo lo
creiamo noi! E' logico! Ma allora, perché una persona è brutta? Non penso che
abbia pensato sin da bambino di essere brutto! Allora? Allora il pensiero che
manifesta la realtà è piuttosto lento a causa della bassa vibrazione della
gente. Cioè più è elevata la vibrazione della forma fisica e più velocemente
si manifesta un pensiero nella realtà. E come si eleva la vibrazione della
forma fisica? Semplicemente eliminando da dentro di sé i pensieri "più
bassi", cioè più tendenti al buio che alla luce. I pensieri negativi,
insomma.
Dato che il pensiero è energia, allora significa che
i pensieri con vibrazione energetica più alta sono quelli che tendono al
rispetto, all'amore, alla gioia, all'unità, cioè quei pensieri che ci fanno
sentire "più lucenti", che ci fanno sentire meglio. E perché ci
fanno sentire meglio? Perché sono vibrazioni energetiche più elevate di quelle
momentanee. Noi viviamo i nostri pensieri. Cioè il nostro approccio alla
realtà dipende dai nostri pensieri. Cambiando i pensieri, prima cambiano il
nostro approccio alla realtà (ed è già molto) e poi possiamo con il tempo
cambiare la realtà che ci circonda.
Ma la realtà è fatta di interazioni con molte altre
persone, e quindi la realtà che ci circonda dipende anche dai pensieri di
quelli con cui interagiamo. Ma comunque, ciò che è veramente importante prima
di tutto è cambiare l'approccio alla realtà. E questo si può fare eliminando
da dentro di sé i pensieri bassi e negativi e focalizzarsi su quelli che
portano all'espansione e all'evoluzione. Bisogna rilasciare tutti i pensieri
limitanti, rimanendo comunque in equilibrio, senza tuffarsi nell'illusione del
"tutto bello, tutto facile!". Le sfide fanno parte della vita, e se
non ci fossero come si potrebbe evolvere ed imparare? Immaginate che noia?
Inoltre le sfide personali, una volta superate, danno una gioia immensa.
Quindi torniamo alla persona brutta. Perché è nata
brutta? No, non è nata brutta. Nessuno nasce brutto. Tutto dipende
dai pensieri a cui aderiamo e che facciamo nostri! Ora, veniamo all'influenza
genetica, cioè degli antenati.
E' vero che la famiglia in cui cresciamo, il luogo in
cui nasciamo ed alcune caratteristiche somatiche non le scegliamo noi, ma
dipendono dalla nostra genetica. Questo mi sembra chiaro. Tutto il resto però
dipende da noi, da come pensiamo. Sin da piccoli è così. Quello che pensi
crei. Il problema è, come già detto, che una persona umana con una vibrazione
bassa impiegherà molto tempo per vedere realizzati i propri pensieri, cioè
ciò che vuole creare, e quindi i suoi sogni. Perché? Perché, come è giusto
che sia in un processo evolutivo, solo evolvendo si acquista maggior potere di
pensiero e quindi di creare la propria realtà. Questa è la ricompensa per le
fatiche che una persona fa per migliorarsi, imparare e crescere. Si crea la
propria realtà sempre più velocemente. Ovviamente se ciò che si vuole creare
tira in ballo anche il potere creativo ed il pensiero di altri (e quindi la loro
libertà creativa), allora le cose si complicano. Non si crea così facilmente.
Dipende anche da quello che pensano loro, cioè da quello che vogliono fare. Se
invece ciò che si vuole creare è una cosa puramente personale, allora si può
manifestarla più velocemente.
In che modo gli antenati, cioè la nostra genetica,
influenzano il nostro pensiero? Possono farlo solo se si accetta un loro
pensiero, altrimenti non possono influenzare in alcun modo la propria realtà.
Nella genetica del nostro DNA è registrata la vita di tutti i nostri antenati,
viventi e non. Quindi dato che il DNA è la nostra memoria storica, essa
contiene tutti i pensieri che i nostri antenati hanno avuto.
Lo scopo del DNA è quello proprio di permetterci di
accedere alla saggezza ed esperienza dei nostri antenati e quindi evolvere. Ma
per far questo dobbiamo "sintonizzarci" con i nostri antenati. E
questa è una questione puramente vibrazionale.
Tutta la materia è energia. Quindi anche i nostri
corpi (forme fisiche) hanno una determinata vibrazione energetica, che varia da
persona a persona. E questa dipende dai pensieri che si hanno dentro. Più
elevati e puri sono i pensieri che si hanno dentro di sé, più elevata è la
vibrazione corporea e maggiore è la capacità di creare la propria realtà.
Quando viviamo ad una certa vibrazione corporea,
quali pensieri abbiamo dentro? Questo dipende da quello che pensiamo noi. Ovvio
che quando si è piccoli si pensa molto meno, e quindi si è molto più
influenzati dai pensieri che già abbiamo dentro, cioè quelli che i nostri
antenati avevano quando erano a quella stessa vibrazione. E sono gli stessi
pensieri che la famiglia in cui cresciamo (i nostri antenati viventi) ci
propone, e che noi, ancora puri ed aperti ad ogni influenza esterna, assorbiamo.
Quindi i primi pensieri che abbiamo sono proprio quelli dei nostri antenati! Se
non cresciamo in famiglia, saranno gli altri a mostrarci come specchio i
pensieri che avevano i nostri antenati, dato che simile attira simile e quindi
ciò che fanno attorno a noi gli altri lo abbiamo anche noi dentro se ci
facciamo influenzare in qualche modo. Quindi che cresciamo in famiglia o meno,
il risultato non cambia.
Man mano che cresciamo, ci creiamo attraverso
l'esperienza dei pensieri sempre più nostri e personali. E quindi siamo sempre
meno influenzati dai pensieri che i nostri antenati avevano ad una certa
vibrazione, a meno che non vi aderiamo! Cioè se, ad esempio, un nostro antenato
pensava al suicidio quando era alla stessa vibrazione corporea in cui siamo noi
in un determinato momento, allora anche noi se pensiamo al suicidio in quel
momento tenderemo a manifestare nella realtà il suicidio, tanto più
velocemente quanto è maggiore il numero di nostri antenati che hanno pensato al
suicidio quando si trovavano a quella determinata vibrazione. Ma se noi non
pensiamo al suicidio, allora il pensiero di suicidio che uno o più dei nostri
antenati avevano a quella vibrazione non ci tocca minimamente.
Ora, abbiamo capito come funziona il meccanismo di
influenza del pensiero degli antenati. Man mano che eleviamo le nostre
vibrazioni corporee (il che dipende solo ed esclusivamente da noi) allora
incorporiamo tutta la saggezza e conoscenza che i nostri antenati avevano a
vibrazioni uguali o inferiori a quella che abbiamo raggiunto noi in quel
particolare momento. Ciò avviene attraverso il risveglio del DNA, cioè della
memoria storica dei nostri antenati, che è rimasta sopita in noi fino ad
allora. Ed incorporiamo sempre più il potere di pensiero dei nostri antenati,
che in sostanza rimangono latenti (come consapevolezza) nella nostra genetica
finché non li risvegliamo. Cioè il nostro DNA comprende in sé la conoscenza e
l'esperienza dei nostri antenati, e quindi la loro consapevolezza, che non è
altro che la comprensione della realtà.
Quindi cos'è il karma? Il karma non è altro che
ciò che noi stessi manifestiamo a seconda dei pensieri che abbiamo. Il karma è
genetico e quindi legato ai nostri antenati solo fino al momento in cui ci
sintonizziamo sui pensieri che i nostri antenati avevano quando la loro forma
fisica era alla stessa vibrazione in cui ci troviamo noi in quel momento. Se non
lo facciamo e ragioniamo con la nostra testa, allora nessuno ci può
influenzare, nemmeno i nostri antenati.
Come si capisce quali dei pensieri che ci passano per
la testa sono nostri o sono dei nostri antenati? Bèh, in realtà non è
semplice perché tutti i pensieri che vi vengono per la testa senza che derivino
da un vostro ragionamento sono canalizzati. L'essere umano è un canale, se non
pensa con la propria testa. Se pensa con la propria testa, nessuno può
infiltrarsi e fargli pensare qualcosa. Cioè in sostanza manipolarlo.
Molti esseri umani sono diventati dei canali perché
si rifiutano di pensare con la propria testa. Ed accettano quindi i pensieri che
gli arrivano dall'esterno, facendoli propri. Ciò avviene attraverso la
famiglia, la scuola, la cultura del luogo, e i media in particolare. E, a
livello non fisico, attraverso entità o anime. Ma ciò accade solo perché
molte persone non ragionano con la propria testa. Molti si sono dimenticati di
avere un cervello, penso.
Una cosa è filtrare l'informazione e quindi i
pensieri che arrivano dall'esterno, ragionarci su e farli propri se si comprende
il loro significato e si è d'accordo, un'altra è essere un canale puro ed
assorbire tutto o quasi come una spugna. Molte persone assorbono da alcuni, e
filtrano da altri. Di solito assorbono i pensieri di coloro che sono ritenuti
intelligenti, importanti, o degni di fiducia e filtrano o addirittura rifiutano
i pensieri delle persone "normali". Ma in tal modo non possono
formarsi un loro pensiero completo, e quindi non possono evolvere in modo puro.
Quindi il karma non è altro che ciò che
manifestiamo con il nostro pensiero. Le azioni dei nostri antenati ci
influenzano solo se noi aderiamo ai loro pensieri. Nessuno può influenzarci se
non lo vogliamo. L'essere umano è stato creato per essere pienamente cosciente,
cioè pienamente pensante. E per far ciò, bisogna utilizzare il cervello e
ragionare sulle cose, altrimenti si diventa dei burattini. Se ciò è quello che
volete, siete liberi di farlo, ma se volete costruire la vostra realtà e dare
un senso alla vostra vita, allora cominciate ad usare la vostra testolina e
ragionate sulla realtà e su quello che pensate. E se i pensieri che avete non
vi piacciono, cambiateli! Basta solo un piccolo sforzo di volontà per
comprendere i propri pensieri, rilasciare quelli che non piacciono e
focalizzarsi su quelli che si preferiscono. E dato che è umano tendere a
qualcosa di più bello e gioioso, allora quelli che si preferiscono saranno
probabilmente pensieri di unità, amore, gioia, divertimento ed evoluzione.
Come si comprendono i propri pensieri? Facendo
attenzione alle proprie reazioni emotive a ciò che si pensa ed a ciò che
accade attorno. Se un pensiero, azione o parola vostra o di altri vi colpisce
emotivamente, allora significa che avete in voi il pensiero che vi provoca tale
reazione emotiva. Questo vale sia per pensieri positivi sia per pensieri
negativi. Se, ad esempio, vi colpisce fortemente la morte di una persona, allora
significa che avete ancora dentro di voi il pensiero della morte. Rilasciarlo
non significa che non sperimenterete mai più la morte, ma che rilasciandolo
avrete una reazione equilibrata alla morte. E finché tenete dentro il pensiero
della morte, allora attirate a voi la vostra stessa morte, perché è il
pensiero che crea la realtà. Non significa che rilasciando il pensiero di morte
diventerete immortali, ma che vivrete quanto la vostra vibrazione ed i vostri
pensieri possono permettere.
Le polarità positivo e negativo, in tutte le loro
forme di pensiero ed emozione, fanno parte della realtà. Ciò che si rilascia
nell'evoluzione sono i pensieri estremi positivi o estremi negativi. Anche
l'indifferenza, apparentemente un pensiero neutrale, è un pensiero estremamente
negativo. Perché significa rifiutare la vita, e non vivere i pensieri
polarizzati che fanno parte della realtà. Eliminando i pensieri estremi, si
eliminano anche le emozioni estreme ad essi connesse. E ciò non porta ad una
insensibilità emotiva come si potrebbe pensare, ma porta invece a vivere il
positivo ed il negativo senza eccessi, né in un senso né nell'altro. E'
l'equilibrio che dà la vera gioia e permette di vivere appieno la propria vita.
Gli estremi causano una eccessiva emotività ed una ridotta attività mentale o
viceversa. E questo non è certo di supporto all'evoluzione personale.
Ecco il senso dell'evoluzione nella forma:
comprendere la realtà attraverso la mente ed attraverso l'emozione. L'una è
indipendente dall'altra, ma per comprendere e vivere in modo completo e pieno la
realtà è necessario usare entrambe queste capacità.
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