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Saggezza e Sapienza
by Ambro
In
questo articolo si mediterà sul rapporto tra saggezza e sapienza, e su
come questi due aspetti debbano essere integrati, in quanto solo con la
loro unificazione si può essere un vero ricercatore spirituale, ed
avere quindi una comprensione della vita e del suo funzionamento sempre
più completa. La comprensione di un ricercatore non è la Verità
Assoluta, cosa che solo Dio può conoscere, ma è un’attività ed
un’indagine continua.
L’epoca moderna e l’avvento delle tecnologie, collegati al basso
livello di consapevolezza a cui si trovano gli umani tuttora, hanno
portato ad un utilizzo sempre meno frequente del cervello. Ciò fa si
che la maggior parte degli individui non rifletta né sui propri
pensieri, né tantomeno sulla realtà che ci circonda, accumulando
passivamente pensieri ricevuti dall’esterno. L’ascensione, o
evoluzione spirituale, di cui si parla approfonditamente nel sito http://www.ascensione.com/,
consiste in un'elevazione giorno per giorno della propria
consapevolezza. Tale evoluzione può essere ottenuta solo con una forte
volontà (o intento) e con l’utilizzo sempre più frequente della
mente, costruendosi gradualmente una propria verità sulla realtà
interiore ed esteriore.
Ciò significa, cioè, riflettere sui propri pensieri per renderli sempre
più puri, rilasciando volta per volta le distorsioni di pensiero che si
hanno in sé ed indagare sulla realtà che ci circonda. Questi due ambiti
in cui il ragionamento è utilizzato portano alla saggezza ed alla
sapienza. La prima è, per uno spirito incarnato, il rendere sempre più
puro l’approccio verso la realtà; la seconda consiste invece
nell’accumulo di conoscenza sulla realtà esteriore.
Il processo di purificazione dell’approccio alla realtà, che viene
anche chiamato autoanalisi, consiste appunto nell’analisi dei propri
pensieri per scandagliare e rilasciare quelli distorti. Qui si utilizza
il ragionamento integrato con l’emozione, in quanto solo unificando
tali due approcci si può riconoscere un pensiero limitante, ossia
impuro dal punto di vista mentale (rigidità di pensiero) e dal punto di
vista emotivo (emozione distorta, cioè non corrispondente al vero amore,
unica emozione neutrale che l’anima conosce).
L’accumulo della conoscenza esteriore si ottiene invece con una
continua riflessione sul mondo che ci circonda e ciò può avvenire,
per un umano, solo tramite uno strumento: la logica. E’ solo con
l’utilizzo di ragionamenti consequenziali e collegati, infatti, che si
può andare sempre più a fondo ed analizzare una realtà che non si
conosce. Per apprendere veramente come funziona la realtà non basta cioè
memorizzare delle informazioni esterne, ma tali informazioni vanno fatte
proprie e collegate logicamente con un proprio ragionamento. D'altra
parte è proprio con la logica che Dio creò tutto ciò che esiste,
quindi una comprensione completa della realtà deve per definizione
contemplare questo strumento.
L’ascensione, quindi, consiste nel riappropriarci sempre più delle
capacità interiori dell’essere umano, e nel loro utilizzo attivo per
rendere sempre più pura la nostra comprensione mentale ed emotiva. Una
comprensione completa infatti non esclude nessuno dei due ambiti citati.
La saggezza, migliorando sempre più l’approccio verso la realtà ed il
comportamento umano, è quella che porta nel concreto sempre più
benessere nella vita di tutti i giorni. La sapienza, invece, è di certo
meno importante per quanto riguarda la vita pratica di un individuo, ma
può essere senz’altro uno spunto per procedere con la propria
crescita, in quanto con una comprensione sempre più approfondita della
realtà si conosce sempre più a fondo l’importanza che l’evoluzione
spirituale ha per le anime incarnate, il cui scopo è proprio ritornare,
tramite l’esperienza emotiva, alla purezza originaria.
Un ricercatore quindi sceglie di non ricevere ed accettare passivamente
ciò che viene proposto, e si assume sempre più la responsabilità dei
propri pensieri e della verità in cui crede. Bisogna a questo punto
fare una distinzione tra accettazione passiva ed accettazione attiva di
un pensiero altrui. Con l’accettazione attiva, si riflette su un
pensiero che viene proposto, e lo si accetta perché lo si è reputato
corretto ed in sintonia con la propria verità. Questa è una forma pura
di accettazione. L’accettazione passiva, invece, si attua non
riflettendo su ciò che ci viene proposto come pensiero, e facendolo
proprio inconsciamente. Ciò si verifica ad esempio da bambini, in cui
si è meno portati a pensare con la propria testa, e si tende
maggiormente ad uniformarsi ai pensieri che ci propongono i familiari o
gli individui a contatto con noi. Man mano che si ascende, aumenteranno
quindi sempre più i pensieri consci e fatti propri in modo attivo, ma
soprattutto saranno sempre più puri ed equilibrati.
Si consiglia, nel caso si voglia intraprendere un percorso di crescita
spirituale, di intendere di rilasciare tutti i pensieri limitanti ed
inconsci, le connesse cariche emotive e di incorporare i pensieri puri
di saggezza e di sapienza. Si può chiedere a questo fine il supporto
della Madre Terra, del regno angelico, della propria anima e di Dio/Dea.
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